Libri di Jacques Derrida

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  • 9788816307759 Pensare è dire no
Spettri di Marx. Stato del debito, lavoro del lutto e nuova Internazionale. Nuova ediz. libro
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LIBRO   9788832857580

Spettri di Marx. Stato del debito, lavoro del lutto e nuova Internazionale. Nuova ediz. Derrida Jacques   -  Raffaello Cortina Editore, 2025  -  Scienza E Idee

Nel 1993, quattro anni dopo la caduta del Muro di Berlino e nel bel mezzo del trionfo della democrazia liberale, Derrida scrisse un libro precursore sull'eredità di Marx. Non si tratta di un tardivo allineamento al marxismo, ma di un ritorno di Marx e di tutti coloro che lo hanno abitato come spettri del nuovo ordine mondiale. È una decostruzione fedele allo spirito del marxismo; o almeno a uno di essi, perché ce n'è più di uno. La riconciliazione è possibile tra un'idea divenuta spettrale e l'imparare finalmente a vivere, tra un tempo disgiunto e un tempo dalla lunga durata. Per vegliare sul futuro e pensare a ciò che potrebbe ancora accadere, è necessario lasciare o ridare parola ai fantasmi; ci richiameranno sempre alla nostra responsabilità. Presa di posizione, gesto politico, dichiarazione di resistenza allo Stato globale, decostruzione del diritto internazionale, c'è tutto. Leggere Spettri di Marx a trent'anni dalla sua pubblicazione significa anche dialogare con gli spettri di Derrida, cogliere l'idea di una possibile rivoluzione a venire. Questa nuova edizione include un dibattito inedito con Étienne Balibar, tenutosi il 1º febbraio 1994 presso il Collège international de Philosophie, correzioni infratestuali dello stesso Derrida ed estratti di corrispondenza.

€ 25.00 € 23.75
LIBRO   9788870782967

Spettri di Marx. Stato del debito, lavoro del lutto e nuova Internazionale Derrida Jacques   -  Raffaello Cortina Editore, 1996  -  Scienza E Idee

"Spettri di Marx" incomincia con la critica di un nuovo dogmatismo, di un'intolleranza: "Lo sanno tutti, sappiatelo bene, il marxismo è morto, e Marx con lui, non c'è più motivo di dubitarne". Un "ordine del mondo" tenta di stabilizzare un'egemonia fragile grazie all'evidenza di un "atto di morte". Il discorso maniacale che prende il sopravvento ha la forma giubilatoria e oscena che Freud attribuisce alla fase trionfante nel nuovo lutto. (Refrain: "il cadavere si decompone in un posto sicuro, che non ritorni più, viva il capitale, viva il mercato, sopravviva il liberalismo economico!"). Esorcismo e scongiura. Una degenerazione tenta di neutralizzare la necessità spettrale, ma anche l'avvenire di "uno" "spirito" del marxismo. "Uno" "spirito": l'ipotesi di questo saggio è che ce n'è più d'uno. La responsabilità finita dell'erede è votata alla scelta. Riafferma un possibile, e non un altro. Ma un simile discernimento critico come si apporta all'esigenza ipercritica - o piuttosto decostruttiva - della responsabilità?

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