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Giovanni Acuto. Un mercenario inglese nell'Italia del Trecento Caferro William Mascanzoni L. (Cur.) - Biblioteca Clueb, 2020 - Saggi
Nato in Inghilterra verso il 1320, John Hawkwood - noto in Italia come Giovanni Acuto - combatté per Pisa, Milano, il papa, Padova e infine Firenze, che gli tributò quella venerazione e quegli onori poi trasformatisi in mito nei secoli successivi. Ma come dimostra il volume, tale fama non fu che un'amplificazione propagandistica concepita in chiave patriottica dalla storiografia umanistica fiorentina e mai più rimessa in discussione nel corso dei secoli. Fu capace, invece, di particolari cinismo e ferocia. E superò tutti i suoi colleghi nell'abilità a procurarsi denaro e ricchezze con ogni mezzo. La sua astuzia lo rese uno degli uomini più ricchi del tempo. La dimensione economica ebbe un ruolo di primissimo piano nella storia del mercenariato trecentesco e nel rapporto che esso intrattenne con le città-stato italiane, le cui risorse vennero progressivamente impoverite dalle guerre molto più di quanto non si sia percepito fino ad oggi.
La spada e la memoria. Giovanni Acuto e Niccolò da Tolentino: i condottieri del Duomo di Firenze fra storia, arte e conservazione Fabbri L. (Cur.) - Officina Libraria, 2024 - La Grande Officina
Nel Duomo di Firenze i laici non avevano diritto alla sepoltura, a meno che non si trattasse di personalità di spicco, che per particolari benemerenze avessero meritato il pubblico riconoscimento di eroi della patria. È il caso di due grandi condottieri, l'inglese John Hawkwood (alias Giovanni Acuto) e il marchigiano Niccolò da Tolentino, che fra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento perirono mentre erano al servizio della repubblica gigliata. Tuttavia la riconoscenza di Firenze andò oltre l'assegnazione del prestigioso luogo di sepoltura, giacché a distanza di pochi decenni la rappresentazione dipinta dei loro cenotafi, sormontati dalle loro figure a cavallo, fu commissionata a due grandi artisti come Paolo Uccello e Andrea del Castagno, i cui rispettivi capolavori a fresco decorano ancora oggi la parete sinistra di Santa Maria del Fiore. Nelle pagine di questo libro l'analisi storico-artistica e la ricostruzione della vicenda conservativa dei due dipinti si uniscono nel richiamare l'attenzione sulla loro straordinaria «capacità di esprimere la valenza non solo civica ma perfino patriottica della cattedrale fiorentina».
John Hawkwood. Un mercenario inglese nell'Italia del Trecento Caferro William Mascanzoni L. (Cur.) - Clueb, 2018 - Heuresis
John Hawkwood fu certamente il più famoso mercenario nell'Italia del Trecento. Nato in Inghilterra verso il 1320, molto probabilmente si addestrò alle armi nella cosiddetta «Guerra dei Cent'anni» che contrappose Francia e Inghilterra fra Tre e Quattrocento. Approdato poi in Italia agli inizi degli anni Sessanta combatté per Pisa, per Milano, per il papa, per Padova e infine per Firenze che gli tributò quella venerazione e quegli onori poi trasformatisi in mito nei secoli successivi. Hawkwood entrò così nella leggenda con la fama di cavaliere nobile e generoso. In realtà, come dimostra questo volume di William Caferro, tale fama non fu che un'amplificazione propagandistica concepita in chiave patriottica dalla storiografia umanistica fiorentina e mai più rimessa in discussione nel corso dei secoli. Hawkwood fu capace, come tutti i capitani dell'epoca, di particolari cinismo e ferocia. Superò poi tutti i suoi colleghi nell'abilità a procurarsi denaro e ricchezze con ogni mezzo, e la sua astuzia lo rese uno degli uomini più ricchi del suo tempo, oltre che un eccellente stratega: lo provano le limpide vittorie sul campo a Cascina (1369), a Rubiera (1372) e a Castagnaro (1387).