Libri di Giovanni Faccenda
Bibliografia di Giovanni Faccenda: tutti i libri in vendita online con argomento Rosai Ottone
Rosai. Capolavori fra le due guerre (1918-1939). Ediz. a colori Faccenda Giovanni - Edifir, 2020 - Arte. Classici / Monografie / Studi
La guerra, la prima "grande" guerra mondiale, aveva trasformato lui, Ottone Rosai, e una moltitudine di ragazzi suoi coetanei in uomini fatti, definitivamente adulti, nonostante l'apparenza fisica e l'età, giovane, ormai soltanto per l'anagrafe. Nel suo caso, lo spilungone ardimentoso che, prima di essere arruolato e partire per il fronte, si era guadagnato fama di teppista nella Firenze "diladdarno", il mutamento comportamentale, originato da quell'annoso conflitto, non era parso ai più così evidente. Sebbene la guerra, vissuta da protagonista, lo avesse segnato profondamente, non aveva tuttavia modificato i caratteri distintivi di un'indole, la sua, ove continuavano a risiedere le passioni, i turbamenti e le inquietudini di sempre. Era diventato uomo in fretta, Rosai, al pari di una generazione. I tempi delle bravate, delle cazzottate e degli accapigliamenti, invece, svaniti da un pezzo. Fra il 1918 e il 1919 aveva ripreso a dipingere in modo saltuario: qualche quadro di tardivo vezzo futurista (Follie estive, n. 1 in cat.) e, soprattutto, piccole - per dimensioni - nature morte: risultanze nelle quali è già possibile apprezzare ricercatezze artigianali negli impasti e talune gradazioni cromatiche dal sapore antico. Ora l'amicizia, il conforto, gli incoraggiamenti di Soffici, suo interlocutore preferito, gli sono basilari: «I consigli non erano mai troppi e più di una volta, senza palesarlo a nessuno, partendo da Firenze verso le tre della notte, e cioè dopo essere stato in compagnia di uomini intelligenti, ma scarsi di umanità, andavo a trovare il mio maestro al Poggio a Caiano... In quella geniale fucina passai i giorni più belli della mia giovinezza. Il più delle volte, entrato accorato e deluso, ne uscivo leggero fino a sentirmi tentato di volare. Ognuna di quelle spinte è valsa a darmi le possibilità, sia pure minime, che oggi sento di avere.» In coincidenza di un legame cimentato da affetto reciproco, ordini condivisi e orientamenti comuni, non è difficile fra l'altro intravedere l'inizio di quel genere di modernità che assurge, risalendovi, alla lezione di Cimabue, Giotto e Duccio di Buoninsegna, per trovare, infine, nel realismo di Masaccio - almeno per Rosai - una più palpitante discendenza artistica.
Rosai. L'ombra nascosta dentro. Catalogo della mostra (Cortona, 9 maggio-12 luglio 2009). Ediz. illustrata Faccenda Giovanni - Masso Delle Fate, 2009 - Le Mostre Del Maec
"In un albero, in un mendicante, in un'alba, in un povero "omino" insomma, c'è indubbiamente un maggior contenuto, una più gran somma di mondo, di Dio, di questa vita, della nostra tragedia di povere creature. Non siamo su questa terra per portare una divisa perfetta, una pettinatura specchiante, un paio di pantaloni ancor caldi del ferro sapiente del sarto. Le grandi opere d'arte, nella pittura come nella poesia contengono un'umanità molto diversa: voci con suoni d'abisso." Ottone Rosai
Rosai. Umanità: pittura e segno Cavallo Luigi Faccenda Giovanni Nicolini Oretta - Masso Delle Fate, 2006 -
"Nonostante gli studi su Rosai e il suo lavoro occupino ormai alcuni scaffali, gli epistolari dati alle stampe costituiscano un corpo importante, siano affiorate centinaia di disegni e pitture del tutto inediti o dispersi, le mostre ripetute in sedi pubbliche e private abbiano aggiunto molti tasselli....Rosai è sempre lì con la sua ingombrante presenza a sfidare le nostre risibili velleità di completezza, ad ammonirci che la validità di un artista sta pure nel suo essere insondabile, contraddittorio, inesauribile, cioè fuori dalla portata di chi pretende di misurarlo in largo e in lungo per confezionargli, magari con le migliori intenzioni, un abito defintivo. " (Luigi Cavallo)