Libri di Cur Felice
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Il denaro deve servire non governare Felice F. (Cur.) Taiani G. (Cur.) - Lateran University Press, 2014 - Vivae Voces
"il denaro deve servire, non governare". Con una delle sue sintesi omiletiche che ormai abbiamo ben imparato a conoscere e ad apprezzare, Papa Francesco non ha fatto che ribadire, in fondo, il primato dell'umana creatura su tutto quanto è stato creato per essere posto a suo servizio. In che direzione dobbiamo cercare, allora, la forma buona dell'uso del denaro? O, detto altrimenti, che relazione debbono avere l'economia e i sistemi economici in rapporto agli altri poteri e alle altre forze che determinano i sistemi sociali e la vita dei popoli? Quale dovrà essere il contributo specifico dei cristiani nella governance dei processi economici? Che ruolo, in particolare, deve occupare la politica, che così spesso ci appare succube e ancillare rispetto alle leggi del mercato e alle decisioni che esse le impongono? Sono queste alcune delle domande e delle tematiche oggetto dei lavori del Colloquio e alle quali ci si è accostati con un approccio interdisciplinare.
Pasolini e l'interrogazione del sacro Felice A. (Cur.) Gri G. P. (Cur.) - Marsilio, 2013 - Pasolini. Ricerche
"Cose divine" è, in Pasolini, l'altro nome del sacro. Rimanda al senso dell'ulteriore, dell'eccedente (ma per ciò stesso anche del primigenio e dell'autentico) rispetto alla capacità di comprensione, controllo e realizzazione degli uomini. Ben prima delle grossolane distinzioni tra fede e scienza, tra credenti e non credenti, il sacro è la dimensione da cui attingono e verso cui tendono l'aspirazione al bello e al buono, la capacità di stupirsi, la sete d'amore, la pietas solidale, l'anelito di giustizia, la consapevolezza del tanto di misterioso che ogni vita possiede. Il sacro come domanda, non corredo di riposte; il sacro come attesa e scarto. Per Pasolini un doppio impegno: su un versante lo sguardo sulle cose divine che si rivelano nell'ambiguità, ma anche la loro spoliazione e il ritrarsi sconfitto dell'innocenza di fronte al cancro del consumismo (anche del consumismo del sacro) e di fronte al potere di un'economia e di una tecnica che non mostrano altro fine che l'autopotenziamento; sull'altro versante, lo sforzo disperato di preservarne "il senso" attraverso la dissacrazione degli idoli sostitutivi. La "scandalosa ricerca" di Pasolini lascia come eredità preziosa una rinnovata fioritura di simboli e miti che da sempre germogliano sulla frattura che si crea tra il tragico tempo della storia e i tempi delle origini e del non-ancora. Ed è questo il Pasolini "estremo" che qui si intende perlustrare da diverse angolazioni disciplinari...
Con le palpebre infuocate. Catalogo della mostra di Valentina Restivo (Catania 2-23 Novembre 2025) Felice G. (Cur.) - Duetredue, 2025 - I Cataloghi
Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, la mostra «Con le palpebre infuocate». Pasolini e le cinegrafie della memoria di Valentina Restivo è l'omaggio al poeta corsaro e al suo lascito Cinematografico. Allestita presso gli spazi espositivi di Palazzo Scammacca del Murgo a Catania, in occasione del festival dei Cantieri Intermediali, il corpus di immagini presentate dall'artista livornese raccoglie al suo interno una serie di frammenti prelevati dalle pellicole del regista. Sono volti e sguardi di alcuni personaggi rielaborati graficamente, congelati nell'ultimo respiro delle loro esistenze. Dentro frames cartacei che innescano una nuova narrazione visuale, la mostra diventa un pensiero-immagine su Pasolini, una metafora esistenziale che aderisce al ricordo e al volto dello stesso poeta.