Libri di Enrico Fenzi
Bibliografia di Enrico Fenzi: tutti i libri in vendita online con argomento Alighieri Dante
Prossime uscite su ALIGHIERI DANTE
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791256082384 Voci dall'inferno: Dante nelle testimonianze dei sopravvissuti ai lager. Atti del Convegno internazionale (Pisa, 18-19 aprile 2024)
- 9788894893366 Agenda letteraria Dante Alighieri 2027
- 9788889569771 L'intricata vicenda del sepolcro delle ossa di Dante. Vol. 1-2
- 9788886746458 Dante nel mondo. Atti del Convegno Internazionale di Studi, Accademia Ligure di Scienze e Lettere (Palazzo Ducale, Genova, 14-15 settembre 2021). Ediz. multilingue
- 9788831358170 Il Sonetto della Garisenda. Esercizio di esegesi intorno alla più antica trascrizione di un testo dantesco
- 9788828408215 Il nuovo filologia e critica dantesca. Ediz. ampliata
Dante ghibellino Fenzi Enrico - La Scuola Di Pitagora, 2019 - Biblioteca Di Cultura Europea
I due saggi che compongono il volume sono tra loro legati dal comune impegno a riconsiderare la scelta politica di Dante in favore dell'impero. Il primo, Dante ghibellino, muove dal fatto che nel Dante degli anni fiorentini precedenti l'esilio manca, in maniera abbastanza sorprendente alla luce dell'opinione vulgata, ogni dichiarazione o prova di un'esplicita fede guelfa e di un'adesione all'ideologia 'comunale' che aveva in Brunetto Latini il suo principale esponente. Così, l'altrettanto sorprendente e combattivo entusiasmo nei confronti di Federico II e di Manfredi nel De vulgari eloquentia, negli anni immediatamente successivi all'esilio, non può essere messo in diretta contraddizione con una precedente stagione di segno opposto, ma appare semmai come l'erompere improvviso ma coerente di una scelta di fondo che avrà sviluppi ulteriori, sino alla sua definizione ultima nella Monarchia. Il secondo saggio, nato come 'lettura' del canto sesto del Paradiso dedicato alla figura di Giustiniano e alla centralità di una nozione dell'Impero quale 'universo giuridico', si sofferma su due nodi particolari ai quali Dante ha dedicato ampie riflessioni: il rapporto tra l'Impero e la Chiesa, e quello tra il diritto e la guerra, che nella storia del mondo solo il 'volo dell'aquila', cioè la storia di Roma prima repubblicana e poi imperiale, è riuscito a stringere positivamente in un sol nodo.
Le canzoni di Dante. Interpretazioni e letture Fenzi Enrico - Le Lettere, 2018 - Quaderni Degli Studi Danteschi
Il volume raccoglie sedici interpretazioni e letture delle canzoni di Dante. Idealmente disposti dalla giovinezza all'esilio, i saggi ripensano alcuni nodi Il volume raccoglie sedici interpretazioni e letture delle canzoni di Dante. Idealmente disposti dalla giovinezza all'esilio, i saggi ripensano alcuni nodi fondamentali dell'esperienza lirica dantesca: Vita nova, Convivio, rime allegoriche, Poscia ch'Amor, Amor che movi, Io sento sì d'Amor, rime petrose, Io son venuto, Tre donne intorno al cor, Doglia mi reca, Amor, da che convien. Lo studioso esamina con ineguagliata dottrina e vigile curiosità elementi e questioni che hanno animato gli studi danteschi in epoca moderna e contemporanea. Il volume contiene allo stesso tempo una vigile summa bibliografica e una fresca e innovativa attenzione per i problemi irrisolti. Nonostante si tratti di un'applicazione settoriale, cioè alle canzoni, Fenzi tiene i fili di questioni che attraversano tutt'intera la produzione dantesca, e dialoga con Dante intorno a precisi aspetti di dottrina, di letteratura, di moralità. Le canzoni vengono collocate dialetticamente in alcune esigenze della biografia, ma sono valorizzate soprattutto per quanto, dopo tanta esegesi, resta problematico.
Studi su Dante. Opera completa Fenzi Enrico - Aracne (Genzano Di Roma), 2026 - Dulces Musae
Il volume raccoglie una serie di saggi di argomento dantesco scritti e pubblicati in varie sedi dal 2002 al 2023. L'ordine con il quale li si ripresenta in questa sede non è però quello cronologico della loro composizione ma, seppur con qualche elasticità, quello che rispecchia il presumibile percorso dantesco. Aprono dunque il volume i saggi 1-2, dedicati a due canzoni che si ritengono precedenti alla Vita nova: La dispietata mente e E' m'incresce di me; seguono un saggio sulla prima parte della Vita nova, uno sulla sestina Al poco giorno ed al gran cerchio d'ombra, appartenente al gruppo delle 'petrose' generalmente datate attorno alla metà degli anni '90 del '200, e uno sul sonetto Se vedi gli occhi miei di pianger vaghi, non databile con certezza ma che qui si propone di far risalire alla morte di Arrigo VII, nell'agosto del 1313, e quindi molto tardo (fosse così, sarebbe l'ultima lirica composta da Dante, ben oltre quella ch'è generalmente ritenuta tale, la canzone 'montanina', Amor, da che convien pur ch'io mi doglia, che risalirebbe al 1307-1308 circa). Chiudono questa prima parte un saggio dedicato all'interpretazione di un passo della canzone sulla nobiltà, Le dolci rime, sicuramente composta dopo la Vita nova e prima dell'esilio, e un altro dedicato al commento a questa stessa canzone che Dante fa nel IV libro del Convivio, dunque attorno al 1305-1306, mentre il saggio successivo considera la stretta relazione che corre tra questa opera e il contemporaneo De vulgari eloquentia, scritto tra il terzo e il quarto libro del trattato in volgare. Quanto segue affronta nodi tematici diversi: il Dante politico; la percezione che egli ha dello sviluppo economico e dell'accumulo della ricchezza in un'epoca che inaugura tanta parte della modernità; il nodo per lui fondamentale che lega la possibile felicità dell'uomo alla conoscenza (nn. 9-11). Si considera poi il suo rapporto con Seneca (n. 12) e con il Roman de la Rose (n. 13), che riprende e sviluppa in direzione particolare (al centro sta il tema del libero arbitrio) due saggi compresi in un precedente volume interamente dedicato alle canzoni di Dante (Le canzoni di Dante. Interpretazioni e letture, Le Lettere, Firenze 2017): Il Roman de la Rose e Dante. Dalla Vita nova al Convivio alle macchie lunari nel canto secondo del Paradiso (pp. 175-236), e Dal Roman de la Rose al Fiore alle rime allegoriche: sconfitte e vittorie di Ragione (pp. 237-262). Altri temi sono oggetto di altri tre saggi, dedicati rispettivamente a Dante e il dolore (n. 14), Dante e Virgilio (n. 15), L'esperienza di sé come esperienza dell'allegoria (n. 16), che tenta di definire alcuni aspetti peculiari della nozione e dell'uso che Dante fa dell'allegoria nell'articolare il passaggio dalla Vita nova alle opere successive. A questi segue una serie di 'letture' della Commedia: tre (nn. 17-19), su altrettanti canti dell'Inferno, XXIII (gli ipocriti), XXVI (Ulisse, che deve alcuni suoi tratti alla figura di Alessandro Magno, così com'è trattata in particolare da Seneca), XXXIV (Lucifero); due (nn. 20-21), sul Purgatorio, XX (in particolare sull'invettiva messa in bocca a Ugo Capeto) e XXVIII-XXIX (sul possibile rapporto che il personaggio di Matelda intrattiene con la storica figura di Matilde di Canossa); e due (nn. 22-23) sul Paradiso: VII (sull'incarnazione di Cristo) e XXXIII (sulla deificazione quale estremo approdo del viaggio ultraterreno). I tre ultimi, infine, sono dedicati alla Monarchia, considerata assai vicina al Paradiso e forse addirittura posteriore: alla sua assai discussa datazione sono dedicati i saggi nn. 24-25, mentre l'ultimo, n. 26, cerca di spiegare meglio di quanto si sia fatto sin qui le pagine sul duello nel libro secondo del trattato, che hanno sempre procurato notevoli imbarazzi ai lettori.