Libri di Giuseppe Ferraro
Bibliografia di Giuseppe Ferraro: tutti i libri in vendita online con argomento Italia
Resistere. Trincea e prigionia nell'archivio Barberio Ferraro Giuseppe - Pellegrini, 2018 - Studi E Ricerche
Attraverso fonti pubbliche e private (italiane e austro-ungariche) anche inedite l'autore riesce a ricostruire il complesso mondo delle trincee e dei campi di prigionia durante la Prima guerra mondiale. L'esperienza individuale di Bernardo Barberio, capitano nel 142° Reggimento fanteria Brigata Catanzaro, serve all'autore per ricostruire i modi della partenza al fronte, la vita in trincea, i rapporti con la popolazione civile e con le gerarchie militari, le fasi dei combattimenti, la prigionia nei campi austro-ungarici e i tentativi da parte dei prigionieri di resistere alla fame, al freddo, all'abbattimento umano e morale. La ricerca ha permesso il più delle volte anche di dare un nome ai quasi 700 prigionieri transitati dal campo di Dunaszerdahely in Ungheria. Destini individuali e collettivi, grandi e piccoli eventi, narrazione e interpretazione, si intrecciano nelle varie fasi di questa ricerca scientifica offrendo un quadro originale e per molti aspetti unico della Grande guerra a 100 anni dalla sua fine.
Socialdemocrazia l'altra voce dell'Europa. Un'uscita di sicurezza per l'Italia Averardi Giuseppe Ferrarotti Franco - Datanews, 2014 - Short Books
Questo libro ha l'ambizione di raccontare - per sintesi - una storia europea, in Italia pressoché sconosciuta soprattutto presso le giovani generazioni. È la storia delle grandi socialdemocrazie, di un movimento politico che ha segnato di sé tutto il XX Secolo. Vengono delineati la genesi, le fondamenta e le costanti, l'evoluzione del socialismo democratico, della sua cultura umanistica e scientifica che hanno portato in Europa all'ascesa di immense masse umane del movimento operaio e sindacale, contadino e dei ceti medi urbani. In Italia, dopo la caduta del fascismo, ciò è avvenuto anche attraverso la lotta per il superamento delle ideologie dogmatiche, dell'egemonia culturale della sinistra leninista e stalinista. Il grado attuale di coscienza e di organizzazione delle masse lavoratrici, confermata dall'entrata della sinistra italiana maggioritaria (il Partito Democratico) nell'Internazionale Socialdemocratica, è il segnale più evidente che l'Italia ha ormai superato il ritardo storico di decenni che la separava dai paesi del Nord Europa. È dunque in grado di contribuire all'ipotesi di fondare ciò che i socialdemocratici tedeschi, inglesi, dei paesi scandinavi, definiscono come la creazione di una nuova economia; l'economia verde. Vale a dire la necessità di una rivoluzione ambientale per ristrutturare l'industria europea e le politiche del lavoro allo scopo di espandere i livelli di occupazione, preservare le risorse del pianeta e ridurre al minimo l'inquinamento.
Italie. Dalla nazione all'unione autonomie e nuovi soggetti sociali Ferraro Giuseppe Greco Orlandino - Rubbettino, 2016 - Varia
Siamo alla fine del ciclo storico degli Stati Nazione e della forma di Sovranità che vi ha corrisposto. La fine dell'"economia politica" ne è l'effetto emblematico. La crisi dei partiti è il sintomo di una rappresentanza che ha perduto i soggetti sociali di cui erano espressione ideologica. I nuovi soggetti sono le autonomie territoriali, l'impegno è sui nuovi legami sociali che corrispondono alla pluralità di culture e vocazioni di sviluppo. L'impegno è la partecipazione, si tratta della libertà, della legalità. L'Unità d'Italia ha rappresentato uno Stato sentito diversamente estraneo alle esigenze sociali locali. Sono tante le Italie e non le distingue la velocità lungo una sola linea di modello economico, i modelli sono diversi. L'Unione del Paese va riorganizzata senza nostalgie passate, ma per l'evidente trasformazione delle "cause" che portarono alla colonizzazione di una parte del Paese su un'altra. La "questione meridionale" è stata un'invenzione dell'Unità, buona a fornire il "visto" di autorizzazione a un modello economico giunto alla sua fine. L'Europa stenta a esprimere l'unione che promette, ripetendo le distorsioni dell'Unità forzata da un'egemonia nazionalista intollerante alla proporzione delle differenze e alle esigenze delle autonomie locali. È il momento di ristabilire un rapporto tra società e comunità, per una comunità sociale e una società comune.