Libri di Marina Formica
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- 9788815397461 Guida allo studio della storia moderna e contemporanea
Roma, Romae. Una capitale in Età moderna Formica Marina - Laterza, 2019 - Storia E Società
Roma, dalla fine del Quattrocento alla fine dell'Ottocento, è una città-laboratorio. Un luogo dove, più che altrove, la storia locale diviene storia mondiale. Centro universale della cristianità e dell'orbe cattolico, capitale votata all'esaltazione della propria missione cosmopolitica, Roma resta però anche una città 'normale', il luogo di quel reticolo di relazioni, culturali, politiche, economiche e antropologiche, che rende ogni spazio urbano uno spazio dinamico, vitale. Solo mettendo a confronto queste due dimensioni riusciamo a comprendere l'ineludibile singolarità della 'città eterna'. Il libro intende per l'appunto ripercorrere problemi e forme, eventi e dinamiche della storia della capitale dello Stato della Chiesa ricostruendo l'evoluzione delle strutture cittadine, della vita e delle consuetudini quotidiane dei Romani, dei flussi di pellegrini e dei viaggiatori. Un panorama complessivo in cui trovano spazio le trasformazioni del tessuto urbano e della società, i luoghi dell'aggregazione intellettuale e le dinamiche linguistiche e dialettali, le componenti di gender e quelle delle diverse nazioni, nonché le forme di rappresentazione e di autorappresentazione, interne ed estere, dell'Urbe. Un ritratto, insomma, di una capitale che c'interroga sulla natura e sulle identità delle città mediterranee, plurali per natura, cosmopolite per storia.
Lo specchio turco. Immagini dell'altro e riflessi del sé nella cultura italiana d'età moderna Formica Marina - Donzelli, 2012 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Avversario ammirevole, anche se temibile; abietto infedele; violento e crudele; rozzo, ignorante, barbaro; nemico dei propri nemici e perciò utile alleato; sodale inaffidabile e scaltro; modello di suddito devoto e obbediente. Viste allo specchio, le immagini del Turco in età moderna, lungi dall'essere univoche o statiche, riflettono i timori e le aspirazioni dell'Occidente, le sue preoccupazioni e i suoi conflitti. In un'Europa disorientata dagli imprevedibili orizzonti delle nuove scoperte geografiche e dilaniata da innumerevoli lacerazioni interne, l'esigenza di difendere un'identità vacillante si pone all'origine di una rappresentazione dell'alterità giocata sul contrasto e sull'opposizione. E così che il Turco diventa l'Altro, per antonomasia, anche se né gli scontri né le rivalità con la Mezzaluna riusciranno a bloccare, di fatto, le persistenti trame dei rapporti commerciali e diplomatici tra gruppi di differente fisionomia etnica e religiosa. Nel lungo arco di tempo che va dalla fine del Quattrocento sino agli anni della Rivoluzione francese, la letteratura turchesca conosce in Europa le forme più diverse, dalla trattatistica politico-militare ai filoni profetici, dalle cronache ai racconti di viaggio, dai fogli volanti ai giornali. In Italia, in particolare, i discorsi sull'Altro assumono un ruolo centrale nella formazione della nostra cultura politica e nell'elaborazione della nostra appartenenza identitaria.