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Bibliografia di Fran: tutti i libri in vendita online con argomento Vattimo Gianni
Postmodernità e transmodernità. Sulla filosofia di Gianni Vattimo Dussel Enrique Infranca A. (Cur.) - Castelvecchi, 2022 - Nodi
Enrique Dussel, esponente dell'etica critica, fondatore della Filosofia della Liberazione, legge e commenta Gianni Vattimo, che ha inaugurato con il "pensiero debole" l'era del postmoderno. Quale pensiero abitare e quale mondo immaginare dopo il tramonto della modernità? Per Dussel è impossibile parlare del filosofo torinese senza tener conto del quadro storico del pensiero europeo, che gli permette di riconoscere parzialità e pregiudizi quasi connaturati in una filosofia che si è pretesa "centro" del mondo. Ecco perché alla fine del moderno annunciata da Vattimo, il filosofo della liberazione risponde con il concetto nuovo di "transmoderno", che mette a valore la posizione etica della "periferia" e delle vittime della globalizzazione: gli esclusi, gli sfruttati, gli emarginati, le culture altre. Un dialogo intenso, fra esponenti di correnti filosofiche diverse, per mettere in questione i luoghi comuni della nostra contemporaneità.
Vattimo o del nichilismo. Provocazione alla filosofia Franci Tommaso - Armando Editore, 2011 - Scaffale Aperto/Filosofia
Con piglio irriverente e spregiudicato, ma allo stesso tempo rigoroso, questo testo cerca di "provocare" la filosofia movendo dal pensiero di Vattimo, del quale vengono "vissute" le teorie principali e poi criticate, integrandole con altre che vogliono risultare tanto chiare e nette quanto indipendenti da ogni scuola filosofica. L'ermeneutica nichilistica di Vattimo viene mantenuta di contro a vecchie e nuove. Essa viene contraddetta quando ripropone un ruolo per la religione e viene infine superata all'insegna di concezioni maggiormente in grado di rispondere alle esigenze del mondo attuale.
Nietzsche, Heidegger e il comunismo in Gianni Vattimo Stagi Pierfrancesco - Mimesis, 2026 - Filosofie
"Sono cristiano e quindi comunista", dichiarò Vattimo in un'intervista del 2013. E in quella espressione era condensata gran parte del percorso del suo pensiero. Educato nel cattolicesimo sociale piemontese, negli anni '60 e '70 aderì alla "Nuova Sinistra", fino a diventare il teorico del superamento della fase calda del conflitto sociale attraverso la proposta di un pensiero antifondazionalista, nietzscheano e heideggeriano, che sapesse portare alle estreme conseguenze le istanze di emancipazione. Il comunismo per Vattimo - "la costante cattocomunista" - non aveva l'aspetto antireligioso del marxismo classico e "partitico", al contrario egli scoprì nell'autonomia comunista un'istanza di liberazione ontologica ed esistenziale, radicalmente comunitaria e anarchica, in cui l'individuo ricrea artisticamente, sul modello delle avanguardie novecentesche, il proprio mondo "liberato", senza l'ansia dell'attesa marxista, scientifica e necessaria, di un avvenire dialetticamente "realizzato", ma facendosi lui stesso nietzscheanamente portavoce non tanto di una liberazione dal simbolico, che in modo reattivo si lascia alle spalle il cristianesimo e il suo universo di simboli, quanto di una liberazione del simbolico, delle potenzialità di emancipazione sociale, politica ed economica che provengono dalla tradizione ebraico-cristiana e dalle sue tracce; è il potere messianico dell'utopia di Benjamin.