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Essere contemporanei della fine del mondo. Saggi su Manlio Sgalambro Fai Roberto Farruggio Luca Fulco Rita - Mimesis, 2022 - Novecento
«Contemporanei della fine del mondo» è espressione che Sgalambro utilizza in più luoghi per definire la condizione degli esseri umani. Il fatto che il genere umano, nell'attimo, remoto eppure già da sempre attuale, della "morte del sole", scomparirà nel suo insieme costituisce l'orizzonte costante del suo pensiero. A partire da questa incontrovertibile certezza, occorre avere il coraggio di una verità intollerabile: tutto è già da sempre destinato alla distruzione. Questa verità, che il filosofo Sgalambro assume con i toni sprezzanti dell'indignazione e della rabbia, ma anche con quelli più pacati, ma non meno aspri, del cinico disincanto, costringe a un radicale mutamento di prospettiva. Il pensiero, ultima roccaforte in cui trincerarsi, in tutte le sue declinazioni - la teologia, l'etica, la politica, l'estetica - deve trarne le dovute conseguenze. Confrontarsi con questa «filosofia del terrore», radicale fino all'estremismo, esacerbata fino al livore, comunque urtante, è quanto provano a fare i saggi raccolti in questo volume, tentando di mostrarne anche un ulteriore risvolto, quello di un disperato e inappagabile desiderio di assoluto.
Manlio Sgalambro, l'ultimo chierico. Ediz. integrale Fulco R. (Cur.) - Mesogea, 2015 - Micro
Manlio Sgalambro, in quest'intervista del 2004, risponde alle domande con il consueto tono, istrionico e drammatico a un tempo che, tradotto in scrittura, scolpisce le pagine attraverso un linguaggio di grande espressività. "L'ultimo chierico", contemporaneo alla fine del Quaternario, pronuncia parole come "dardi di vipera e denti di lupo": sulla Sicilia, la filosofia, la politica; sulla figura del vecchio, "concrezione del tempo", sulla poesia, sulla musica. All'intervista segue il saggio che la curatrice, Rita Fulco, ha voluto dedicare alla febbrile tendenza a pensare del suo interlocutore, filosofo-chierico-teologo.