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- 9791223705858 Anche se sono un broccolo, voglio essere amato. Ediz. illustrata
- 9788867239658 Il flauto magico
- 9788864969909 La fiaba del serpente verde e della bella Lilia
Una vita per l'arte. Confessioni di una donna che ha amato l'arte e gli artisti Guggenheim Peggy - Rizzoli, 2021 - Bur La Storia, Le Storie
Peggy Guggenheim nacque nel 1898 da una ricca famiglia ebrea di industriali americani. Dopo aver ereditato un patrimonio ingente, decise di abbandonare gli studi e partì alla scoperta dell'Europa: vi rimase circa vent'anni, frequentando il mondo letterario e artistico, che aveva a Londra e a Parigi i suoi centri principali, e diventando una mecenate nel senso più ampio del termine: nel periodo tra le due guerre, munita di una "lista della spesa" compilata con l'aiuto del suo consigliere Marcel Duchamp, arrivò ad acquistare un'opera d'arte al giorno. Ne "collezionò" anche, con una passione divorante, gli autori: amica e amante di molti, moglie, per periodi più o meno lunghi, di alcuni, musa per tutti. Nel 1941 tornò negli Stati Uniti con la sua collezione, che organizzò nell'Art of This Century, una galleria d'arte che rapidamente divenne internazionalmente famosa. Nel 1948 espose la sua collezione alla Biennale di Venezia. Affascinata dalla bellezza della città, non l'abbandonò più. Acquistò Palazzo Venier dei Leoni, affacciato sul Canal Grande, e ne fece una casa-museo. Una vita per l'arte è la storia della sua vita straordinaria e delle sue relazioni travagliate con scrittori e artisti famosi. Ed è, anche, la storia di un importante periodo artistico, e dell'innegabile influenza che su di esso ebbe Peggy Guggenheim. Un'esistenza interamente dedicata all'arte, fino all'anno della sua morte (1979), che la colse a Venezia, nei cui salotti aveva regnato come "l'ultima dogaressa"".
Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista. Ediz. a colori Subelyte G. (Cur.) Grant S. (Cur.) - Marsilio Arte, 2026 - Cataloghi
Per la prima volta una mostra e un catalogo dedicati all'esperienza londinese di Peggy Guggenheim e alla sua prima galleria, Guggenheim Jeune, che in soli diciotto mesi, dal gennaio 1938 al giugno 1939, divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee, allestendo più di ventuno mostre e distinguendosi per la promozione di artisti locali e internazionali legati all'astrazione e al Surrealismo. Tra queste, una monografica su Jean Cocteau, la prima collettiva britannica dedicata al collage e una controversa esposizione di scultura contemporanea. In un contesto segnato da straordinaria vitalità creativa e da crescenti tensioni storiche, l'impresa anticipò sviluppi destinati a incidere profondamente sull'arte del Novecento. "Nonostante abbia vita breve, la galleria svolge un ruolo essenziale nel plasmare il contesto culturale del paese negli anni che precedono la Seconda guerra mondiale" proponendosi come "alternativa radicale" al conservatorismo istituzionale. Grazina Subelyt? e Simon Grant, curatori del progetto, sottolineano gli aspetti rivoluzionari e filantropici di Guggenheim Jeune, il cui successo "si misura sulla base di una visione curatoriale coraggiosa e sul supporto offerto alla sperimentazione d'avanguardia". Viene così passata dettagliatamente in rassegna una fase decisiva nella formazione di Peggy Guggenheim, attraverso 16 contributi che ricostruiscono la rete di relazioni e influenze che ne guidò la visione di collezionista e mecenate - da Marcel Duchamp a Mary Reynolds fino a Samuel Beckett -, analizzando in filigrana la breve parabola di un progetto che ha contribuito a scuotere i paradigmi dell'arte contemporanea britannica. Parallelamente ne viene indagato il percorso curatoriale, che si snoda attraverso tappe che vanno dall'astrattismo audace della prima personale londinese di Vasily Kandinsky, alle "bambole-ritratto" di Marie Vassilieff, dalla distorsione materica dei ritratti di Cedric Morris fino alle "mostre che non furono" e all'influenza che questa prima pionieristica scommessa artistica ebbe sulle collezioni pubbliche britanniche nel contesto postbellico. Si delineano dunque i passaggi iniziali di un filo rosso che unisce l'esperimento londinese a quello quinquennale di New York, Art of This Century, e infine della Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Il catalogo presenta un ampio apparato iconografico che riunisce opere chiave presentate in quelle occasioni, accanto a lavori coevi di artisti come Eileen Agar, Salvador Dalí, Barbara Hepworth, Rita Kernn-Larsen, Henry Moore, Piet Mondrian, Sophie Taeuber-Arp. Il volume è arricchito da materiali d'archivio che restituiscono il clima di intensa sperimentazione nel quale s'inserì l'attività galleristica, nonché da apparati che riassumono la cronologia delle opere presentate in mostra così come della storia della Guggenheim Jaune.
Peggy Guggenheim in London. The making of a collector Subelyte G. (Cur.) Grant S. (Cur.) - Marsilio Arte, 2026 - Cataloghi
Per la prima volta una mostra e un catalogo dedicati all'esperienza londinese di Peggy Guggenheim e alla sua prima galleria, Guggenheim Jeune, che in soli diciotto mesi, dal gennaio 1938 al giugno 1939, divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee, allestendo più di ventuno mostre e distinguendosi per la promozione di artisti locali e internazionali legati all'astrazione e al Surrealismo. Tra queste, una monografica su Jean Cocteau, la prima collettiva britannica dedicata al collage e una controversa esposizione di scultura contemporanea. In un contesto segnato da straordinaria vitalità creativa e da crescenti tensioni storiche, l'impresa anticipò sviluppi destinati a incidere profondamente sull'arte del Novecento. "Nonostante abbia vita breve, la galleria svolge un ruolo essenziale nel plasmare il contesto culturale del paese negli anni che precedono la Seconda guerra mondiale" proponendosi come "alternativa radicale" al conservatorismo istituzionale. Grazina Subelyt? e Simon Grant, curatori del progetto, sottolineano gli aspetti rivoluzionari e filantropici di Guggenheim Jeune, il cui successo "si misura sulla base di una visione curatoriale coraggiosa e sul supporto offerto alla sperimentazione d'avanguardia". Viene così passata dettagliatamente in rassegna una fase decisiva nella formazione di Peggy Guggenheim, attraverso 16 contributi che ricostruiscono la rete di relazioni e influenze che ne guidò la visione di collezionista e mecenate - da Marcel Duchamp a Mary Reynolds fino a Samuel Beckett -, analizzando in filigrana la breve parabola di un progetto che ha contribuito a scuotere i paradigmi dell'arte contemporanea britannica. Parallelamente ne viene indagato il percorso curatoriale, che si snoda attraverso tappe che vanno dall'astrattismo audace della prima personale londinese di Vasily Kandinsky, alle "bambole-ritratto" di Marie Vassilieff, dalla distorsione materica dei ritratti di Cedric Morris fino alle "mostre che non furono" e all'influenza che questa prima pionieristica scommessa artistica ebbe sulle collezioni pubbliche britanniche nel contesto postbellico. Si delineano dunque i passaggi iniziali di un filo rosso che unisce l'esperimento londinese a quello quinquennale di New York, Art of This Century, e infine della Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Il catalogo presenta un ampio apparato iconografico che riunisce opere chiave presentate in quelle occasioni, accanto a lavori coevi di artisti come Eileen Agar, Salvador Dalí, Barbara Hepworth, Rita Kernn-Larsen, Henry Moore, Piet Mondrian, Sophie Taeuber-Arp. Il volume è arricchito da materiali d'archivio che restituiscono il clima di intensa sperimentazione nel quale s'inserì l'attività galleristica, nonché da apparati che riassumono la cronologia delle opere presentate in mostra così come della storia della Guggenheim Jaune.