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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788894638356 Sergio Leone backstage of a genius. Beyond the set of «Once upon a time in the West». Ediz. italiana e inglese
C'era una volta in America. Un'avventura al saloon con Sergio Leone Gabutti Diego - Milieu, 2015 - Ombre Rosse
Uscito insieme al film, e da allora mai più ristampato, come talvolta capita a certi libri e a certi film che finiscono senza particolari ragioni ai confini della realtà, "C'era una volta in America" è in parte saggio, in parte diario di bordo, in parte romanzo, in parte memoir. Raccontato dalla voce dello stesso regista, e scritto con la sua complicità, ripercorre tutti i film di Sergio Leone, l'opera cinematografica forse più sottovalutata della storia del cinema. Tra tutti i grandi registi, Leone è stato il solo che la critica, ampollosa e parruccona, abbia riscattato dal limbo del cinema commerciale solo in occasione del suo ultimo film. Eppure nessuno aveva mai usato il cinema per uno scopo più nobile: viaggiare attraverso le età e i generi dell'immaginario senza demagogia e senza moralismi da cineclub. Svelò il cinema a se stesso giocando come carte dei tarocchi le icone stesse dei film: da Henry Fonda a Charles Bronson, da James Woods a Robert De Niro, da Joe Pesci a Lee Van Cleef, da Clint Eastwood a Rod Steiger, da Jennifer Connelly a Eli Wallach e Danny Aiello. Riservò ad alcuni attori italiani (Claudia Cardinale, Gian Maria Volontè, Romolo Valli, Gabriele Ferzetti) apparizioni memorabili. Come nel teatro delle ombre cinesi, in "C'era una volta in America" si profilano tutte le figure della fiction e della realtà che il regista assimilò nel suo sistema mitologico: il proibizionismo, il west, la mafia, gli eroi e i "malamente", la ferrovia, i bassifondi di New York e il fango delle città di frontiera.
Nel West con Sergio Leone. Dollari, armoniche e pistole a cinelandia Gabutti Diego - Perrone, 2024 - Passaggi Di Dogana
C'erano due specie di cowboy prima di Sergio Leone: quelli realistici e quelli romantici. Era facile confonderli. Sia i primi che i secondi giocavano a poker, domavano cavalli, bevevano whisky a garganella ed erano abili con la pistola (a dispetto del nome, solo raramente pascolavano le vacche). Gli uni e gli altri cavalcavano tra cespugli rotolanti e teschi di bisonte. Vivevano per lo più all'aperto, in un eterno campeggio. Canyon, mesas, praterie. Non le marcette irlandesi di John Ford, né le canzoni di Frankie Lane, ma il fruscio della pellicola, che vibrava dentro il proiettore, era la loro colonna sonora. Alla fine della storia, i cowboy realistici affrontavano i banditi in duello, mentre quelli romantici spesavano Maureen O'Hara. Poi Leone reinventò il western e niente fu più come prima.