Libri di Luciano Galassi
Bibliografia di Luciano Galassi: tutti i libri in vendita online con argomento Folklore
Le Zandraglie. Il martirologio della donna in una selezione di ingiurie napoletane Galassi Luciano - Kairòs, 2011 - All'ombra Del Vulcano
Documento sull'origine e la trasformazione dei costumi e della lingua napoletana, questo libro è un omaggio alla donna, e a quella napoletana in particolare. Quell'oscuro oggetto del desiderio. Croce e delizia, portatrice di sventura e felicità allo stesso tempo. Insomma la donna nell'impasto linguistico, fantasioso e geniale, della lingua napoletana, che conia epiteti icastici e originali. Un martirologio di parole, a volte grevi e sboccate, ma sempre ricco di un senso molteplice e profondo. E che in realtà nasconde il bisogno inesausto di profanare, amando, anima e corpo di quell'inesplorato e affascinante pianeta che è la donna.
Figlio 'e 'ntrocchia. Una selezione di modi di dire napoletani Galassi Luciano - Kairòs, 2017 - All'ombra Del Vulcano
In questo volume, attraverso una selezione di modi di dire partenopei, si vanno ad approfondire temi relativi alla figura di Mastuggiorgio (è esistito o no?) e alla cura della pazzia a Napoli nei secoli XVI e XVII o alla reale esistenza del bastone di San Giuseppe (la mazzarella) presso l'istituzione di San Giuseppe dei Nudi o alla pratica di far denudare le natiche al debitore insolvente nel rito di rinuncia dei suoi beni in favore dei creditori (modalità nota nel popolo come zita bona), per citarne solo alcuni. In questo libro al linguista affidabile si è unito il ricercatore (ci è stato vietato di usare la parola "storico") puntiglioso e scrupoloso nelle verifiche, e ciò, come nei ricordati casi di Mastuggiorgio e della mazzarella di San Giuseppe, ha determinato dei veri e propri colpi giornalistici con l'approdo a verità mai prima d'ora svelate.
Asso 'e coppe. Il folclore delle ingiurie napoletane Galassi Luciano - Kairòs, 2013 - All'ombra Del Vulcano
L'autore offre un'ampia selezione delle ingiurie napoletane prevalentemente rivolte agli uomini, dopo essersi dedicato, per così dire, alle donne nel precedente saggio "Le zandraglie". Secondo il suo stile ormai collaudato, Galassi propone una selezione di contumelie nelle quali la ferocia dell'offesa non è mai disgiunta da un'ironia assidua e costante, iperbolica e spaccona, inverosimile e barocca, colorita e irriverente più che demolitrice, quasi a voler sorridere con l'ingiuriato per gli strabilianti prodotti di una fantasia e di una creatività le cui invenzioni, in materia, attingono sempre a quel grande teatro disordinato e a tratti surreale che è il tessuto antropologico della civitas neapolitana. Contumelie, quindi, che sono anche lazzi, sberleffi, motti buffoneschi e sguaiati, frizzi mordaci e folgoranti, sillabe scoppiettanti come petardi, innesti semantici al limite dell'assurdo: tutto ciò, e altro ancora, è l'offesa a Napoli, che anche quando appare impietosa e crudele, contiene sempre l'implicito messaggio "Ce l'ho con te ma, nel comunicartelo, mi voglio, ti voglio, divertire".