Libri di Roberto Garaventa

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Sofferenza e suicidio. Per una critica del tradizionale approccio cristiano al problema del dolore libro
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LIBRO   9788870187236

Sofferenza e suicidio. Per una critica del tradizionale approccio cristiano al problema del dolore Garaventa Roberto   -  Il Nuovo Melangolo, 2008  -  Università

Il pensiero cristiano vede nel dolore fisico la conseguenza di una colpa commessa (poena peccati) e/o l'occasione per dar prova della fede professata (probatio fidei), attribuendogli quindi una funzione fondamentalmente pedagogico-provvidenziale. Questa concezione tradizionale della sofferenza segna pesantemente anche l'attuale dibattito sul testamento biologico e il suicidio assistito. In questa prospettiva va letto il presente volume, che affronta in particolare i seguenti problemi: l'assenza nella Bibbia di una condanna esplicita di suicidio ed eutanasia; l'influenza decisiva dell'Agostino antidonatista nella tabuizzazione del fenomeno suicidale nella nostra cultura; la differente valutazione che del suicidio hanno dato le diverse epoche della storia dell'occidente; la presenza di due concezioni opposte ma complementari del suicidio: atto razionalmente ponderato e liberamente voluto da un lato, risultato conclusivo di uno sviluppo patologico dall'altro; la svolta impressa dalla sociologia e dalla psicoanalisi nell'approccio al gesto autodistruttivo per eccellenza; la decisività dell'orizzonte di senso che sostanzia l'esistenza del singolo individuo, nell'atto di decidere della legittimità o meno del suicidio; la disumanità di quel cristianesimo che, invece di offrire perdono e speranza, condanna e colpevolizza chi è preso dalla tentazione di togliersi la vita, l'incongruenza dei principali argomenti addotti dalla chiesa contro l'eutanasia.

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Religiosità senza dogmi. Ambiguità e prospetticità delle religioni storiche libro
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LIBRO   9788897806066

Religiosità senza dogmi. Ambiguità e prospetticità delle religioni storiche Garaventa Roberto   -  Orthotes, 2012  -  Studia Humaniora

Ha senso parlare di una "religiosità" costitutiva dell'uomo? Non è forse vero che ogni singolo individuo è strutturalmente "aperto" a un "orizzonte ultimo di senso" che, nel corso della storia, è stato definito in guise diverse: Divino, Eterno, Trascendenza, Bene? Le religioni storiche con i loro messaggi soterico-redentivi non sono, al pari delle utopie sociali con i loro ideali di giustizia, tentativi storicamente e culturalmente determinati di dar corpo e figura a tale esperienza del Divino, dell'Eterno, della Trascendenza, del Bene? E non è proprio alla luce di tale "orizzonte ultimo di senso" che la realtà naturale e umana, così come la conosciamo, ci appare tragicamente segnata da una negatività radicale, da un "male metafisico" irredimibile per buona volontà umana, di cui i singoli mali fisici, morali, sociali, psico-esistenziali non sono che la concreta manifestazione? Le religioni sono fenomeni profondamente ambigui, soprattutto laddove non accettano di riconoscere la prospetticità della loro verità e non operano in controtendenza rispetto alla logica crudele, impietosa ed egoistica del mondo.

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LIBRO   9788854834934

Tebe dalle cento porte. Saggi su Arthur Schopenhauer Garaventa Roberto   -  Aracne, 2010  - 

"Un giorno, quando verrà il tempo in cui mi si leggerà, si troverà che la mia filosofia è come Tebe dalle cento porte: da ogni parte vi si può entrare e da ciascuna arrivare dritti al centro". Così Arthur Schopenhauer descriveva la sua filosofia nella prefazione alla prima edizione (1841) de "I due problemi fondamentali della morale". Sotto questo titolo sono qui raccolti cinque saggi che si accostano al pensiero del filosofo di Danzica da una pluralità eterogenea ma complementare di problematiche: il nesso tra estetica, metafisica e mistica, quale possibile punto d'incontro tra Europa e Oriente; il rapporto tra i due volti della filosofia di Schopenhauer: la metafisica tragica contenuta ne "Il mondo come volontà e rappresentazion"e e la saggezza eudemonica sviluppata negli "Aforismi per una vita saggia"; la ricezione della prospettiva schopenhaueriana nelle Carte di Soren Kierkegaard; l'irragionevolezza del gesto suicidale quale estrema affermazione della volontà; l'ambiguità ed equivocità del "nulla" cui approda "Il mondo come volontà e rappresentazione".

€ 11.00