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Bibliografia di Gi: tutti i libri in vendita online con argomento D Azeglio Massimo
La nazione necessaria. La questione italiana nell'opera di Massimo d'Azeglio Gigante Claudio - Cesati, 2013 - Resoconti Di Letteratura Italiana
Massimo d'Azeglio è uno degli emblemi decaduti del Risorgimento: se nel clima postunitario era considerato uno dei personaggi simbolo della stagione dell'indipendenza e dell'Unità, oggi è più spesso ricordato per le sue perplessità sulla spedizione garibaldina e lo scetticismo variamente manifestato sull'integrabilità del Mezzogiorno al nuovo Regno d'Italia. Scopo di questo libro, fondato in larga parte su un'analisi dei testi letterari e politici di d'Azeglio, è da un lato collocare l'opera di d'Azeglio nel suo contesto, riconoscendo i meriti della sua feconda attività di pubblicista senza nasconderne i limiti e le contraddizioni; dall'altro ricostruire le fasi del suo pensiero, dall'entusiasmo patriottico (e unitario) di prima giovinezza sino al disincanto delle prose mature: nella convinzione che l'Unità sia un valore e che ogni attività letteraria spesa per approssimarsi a tale valore debba essere storicizzata con rispetto.
Massimo d'Azeglio. Un artista in politica Pichetto Maria Teresa Martellini Giorgio - Centro Studi Piemontesi, 2016
"È nato seducente" disse di Massimo d'Azeglio il suocero Alessandro Manzoni. Di D'Azeglio, l'aristocratico, il dandy, il pittore, lo scrittore, il politico, lo statista, Giorgio Martellini e Maria Teresa Pichetto propongono una biografia completa fondata su una documentazione di prima mano, resa accattivante da una scrittura narrativa ritmata da pertinenti e impertinenti citazioni dai ricordi e dalle lettere del protagonista. A distanza di quasi trent'anni si propone la ristampa aggiornata dell'opera: il racconto del percorso di un uomo di successo, anticonformista e amabilmente autoironico, di affascinante versatilità. Pitor ëd mësté, come amava autodefinirsi, autore di fortunati romanzi come l'Ettore Fieramosca, politico lungimirante e onesto, D'Azeglio visse romanzeschi amori (con Carolina Morici, Giulia Manzoni e Luisa Maumary Blondel); ebbe duraturi sodalizi di amicizia e stima con Cesare Balbo, Tommaso Grossi e Carlo Alberto; fu protagonista di conflitti e contestazioni con Pio IX, Gioberti, Guerrazzi e Giusti; e si trovò ad essere attore spregiudicato e spettatore disincantato dei grandi cambiamenti politici e sociali dell'Ottocento.
La politica di Massimo D'Azeglio dal 1848 al 1852. Il precursore dell'Unità d'Italia Mancuso Giuseppa - Screenpress, 2009 - I Memorabili
"Il D'Azeglio era stato l'uomo più popolare in tutto il periodo di preparazione dell'indipendenza nazionale perché appunto aveva in sé quel carattere che metteva in tutto ciò che faceva e diceva, come in ogni suo atteggiamento e gesto e espressione, il carattere dell'onestà, della lealtà, del valore morale, per cui poteva far sentire agli altri ciò che tanto intensamente sentiva egli stesso; l'amore del giusto e dell'onesto, il rispetto del diritto e della libertà, il dovere della rettitudine verso gli altri come verso se stesso. Quod tibi fieri non vis, alteri ne feceris. Gli si leggeva nell'occhio sereno, lo portava nei suoi portamenti tanto che dell'onestà fu un simbolo vivente. Questo egli fu, questo rappresentò come vedremo durante il periodo di preparazione del nostro risorgimento, durante la presidenza del dicastero piemontese e questo egli sta tuttora e sempre a significare nella storia Italiana". (Gino Capponi)