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Bibliografia di Gi: tutti i libri in vendita online con argomento Monti Nicola
Memorie di un convalescente pittore di provincia. Appunti autobiografici di Niccola Monti, pittore pistojese, scritti dal 1839 al 1841 Giovanelli Roberto - Polistampa, 2016 - Scrapts. Taccuini Di Lavoro
Il pittore Niccola Monti è stato un eccentrico protagonista della cultura toscana dell'Ottocento. A partire da una serie di documenti inediti, qui riportati in appendice, lo studioso Roberto Giovannelli ripercorre le diverse fasi dell'esperienza artistica di Monti, analizzate nell'intermittenza di successi e delusioni, di aspettative e conseguenti polemiche, in quella singolare amalgama di contraddizioni tipica di una personalità poliedrica e anticonvenzionale."Il lavoro di Giovannelli", scrive Carlo Sisi, "si pone ancora una volta quale esempio raffinatissimo d'indagine strutturale' capace di ricondurre a unità la filiera dei documenti, aggiungendo alle occorrenze scientifiche la più delicata analisi dei caratteri e degli umori, indispensabile per comprendere la singolare personalità di un artista in rivolta'".
Il Miserere di Niccola Monti Giacintucci Marco - Tabula Fati, 2016
Niccola Monti (Penne, 1767-1838), compositore vestino molto attivo nel panorama musicale abruzzese del sec. XIX, fu Maestro di cappella presso la Cattedrale di San Massimo in Penne; a quanto le fonti ci abbiano trasmesso, fu autore di numerose opere: Miserere; La prodigiosa manna; La giustizia placata; Giuseppe riconosciuto; Ester ed Assuero; Il trionfo di Giuditta; La sconfitta degli Assirj; Ezecchia re di Giuda; Abramo in Gerara, Nelle ore desolate di Maria SS.ma. Il suo nome è tradizionalmente associato al Miserere che annualmente, da lungo tempo, viene eseguito nella cittadina vestina, in occasione della solenne processione del venerdì santo; tale opera, nel tempo, ha assunto valenza di patrimonio condiviso dell'intera comunità cittadina, valore peculiare identitario quasi "immateriale"; documento "etnomusicologico", quindi, tramandato a tutt'oggi oralmente e "in funzione" dalle corali cittadine che si sono succedute nel tempo, impresso nella memoria dei singoli cantori che, nella loro devozione sacrale, hanno custodito linee di un disegno polifonico che, grazie agli stessi, è ora ancor vivo e documentabile.