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Bibliografia di Gi: tutti i libri in vendita online con argomento D Azeglio Massimo

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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791282526029 Nessuna patata vuole essere un pomodoro
  • 9791281862524 Origami. Il bambino e il pesciolino
  • 9791280795205 Loosers. Vol. 3
  • 9791280771049 Nell'ora della stella. E altri scritti sui bambini e la morte
  • 9791280507082 Semeiotica subliminale
  • 9791259992765 Saldo finale
  • 9791259903761 La mia casa
  • 9791257230173 Donne sante donne streghe
  • 9791256101399 Di libertà e tempesta
  • 9791255334316 Anemoia
LIBRO   9788876674808

La nazione necessaria. La questione italiana nell'opera di Massimo d'Azeglio Gigante Claudio   -  Cesati, 2013  -  Resoconti Di Letteratura Italiana

Massimo d'Azeglio è uno degli emblemi decaduti del Risorgimento: se nel clima postunitario era considerato uno dei personaggi simbolo della stagione dell'indipendenza e dell'Unità, oggi è più spesso ricordato per le sue perplessità sulla spedizione garibaldina e lo scetticismo variamente manifestato sull'integrabilità del Mezzogiorno al nuovo Regno d'Italia. Scopo di questo libro, fondato in larga parte su un'analisi dei testi letterari e politici di d'Azeglio, è da un lato collocare l'opera di d'Azeglio nel suo contesto, riconoscendo i meriti della sua feconda attività di pubblicista senza nasconderne i limiti e le contraddizioni; dall'altro ricostruire le fasi del suo pensiero, dall'entusiasmo patriottico (e unitario) di prima giovinezza sino al disincanto delle prose mature: nella convinzione che l'Unità sia un valore e che ogni attività letteraria spesa per approssimarsi a tale valore debba essere storicizzata con rispetto.

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LIBRO   9788896571026

La politica di Massimo D'Azeglio dal 1848 al 1852. Il precursore dell'Unità d'Italia Mancuso Giuseppa   -  Screenpress, 2009  -  I Memorabili

"Il D'Azeglio era stato l'uomo più popolare in tutto il periodo di preparazione dell'indipendenza nazionale perché appunto aveva in sé quel carattere che metteva in tutto ciò che faceva e diceva, come in ogni suo atteggiamento e gesto e espressione, il carattere dell'onestà, della lealtà, del valore morale, per cui poteva far sentire agli altri ciò che tanto intensamente sentiva egli stesso; l'amore del giusto e dell'onesto, il rispetto del diritto e della libertà, il dovere della rettitudine verso gli altri come verso se stesso. Quod tibi fieri non vis, alteri ne feceris. Gli si leggeva nell'occhio sereno, lo portava nei suoi portamenti tanto che dell'onestà fu un simbolo vivente. Questo egli fu, questo rappresentò come vedremo durante il periodo di preparazione del nostro risorgimento, durante la presidenza del dicastero piemontese e questo egli sta tuttora e sempre a significare nella storia Italiana". (Gino Capponi)

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