Libri di Antonio Gilli Gian
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Ritorno all'oggetto interiore. Ipotesi sul percorso mistico Gilli Gian Antonio - Mimesis, 2018 - Spiritualità Senza Dio?
Con oggetto interiore intendiamo qui il "patrimonio" di un individuo alla nascita, vale a dire la sua configurazione interiore originaria, a lui specifica. Con la socializzazione, questi dati originari si offuscano e si cancellano. Imparando a volere, a usare i sensi e a ricordare, il bambino si allontana dal proprio oggetto interiore. Questo libro legge l'esperienza mistica come un ritorno, o un tentato ritorno, a questa configurazione originaria. Il percorso mistico passa infatti attraverso la rinuncia all'intelletto, alla volontà e alla stessa memoria: vale a dire, a tutte le acquisizioni della socializzazione. Tradizionalmente interpretato come una ascesa a Dio, tale percorso appare allora, più che un'ascesa verso un Qualcuno sopra di sè, un ritorno a un Qualcosa dentro di sè. Il Dio dei mistici, di fatto, è assai diverso dal Dio dei teologi. È un Dio del tutto personale, che nasce continuamente nell'anima di ciascuno, e diverso per ogni mistico. Un Dio che ama la diversità, e gode che sia ricostituita in ogni soggetto, con mezzi semplici, umani.
Manuale di sociologia. Istituzioni ed esercizi Gilli Gian Antonio - Mondadori Bruno, 2000 - Sintesi
Questa è un'introduzione alla sociologia che combina un impegno teorico elevato con forti intenti operativi. Si vuole mettere in grado il lettore di effettuare analisi sociologiche di sistemi sociali. La sociologia viene quindi presentata attraverso la sua strumentazione. La novità del libro è accentuata dalla presenza di esercizi, al termine di ogni capitolo, che sollecitano il lettore non a ricordare nozioni, o a effettuare operazioni logiche, ma a un impegno applicativo, su problemi concreti, di quanto si è appreso.
Sulla colonna. Le basi corporee dell'esperienza ascetica Gilli Gian Antonio - Mimesis, 2015 - Spiritualità Senza Dio?
Lo stilitismo, che costituisce il tema del presente lavoro, viene generalmente ritenuto una delle più bizzarre (e 'aberranti') esperienze ascetiche. Praticato in Siria a partire dal V secolo d.C, veniva esercitato sulla sommità di una colonna: ivi lo stilita soggiornava per decenni, fino al termine della vita. Era caratterizzato da una serie di pratiche motorie che - pur apparendo ispirate a devozione religiosa - sembrano per molti versi rappresentare la risposta a pulsioni interne all'asceta. L'alternarsi incessante di una postura eretta immobile e di prosternazioni si colloca, per lo stilita, su di uno sfondo di giustificazioni e di valori (e dei relativi vissuti) che ben si configura come una 'spiritualità del corpo'. Una spiritualità, tuttavia, religiosamente inspiegabile, senza alcun legame con le Sacre Scritture o con l'insegnamento della Chiesa: come se in questi soggetti, che pure apparivano interamente rivolti a Dio, la pratica della colonna fosse qualcosa che essi facevano per se stessi.