Libri di Piero Jacobelli Gian

Bibliografia di Piero Jacobelli Gian: tutti i libri in vendita online con argomento S

Nel segno della freccia. San Sebastiano, una inesauribile «forma nel tempo» libro
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LIBRO   9788855196000

Nel segno della freccia. San Sebastiano, una inesauribile «forma nel tempo» Jacobelli Gian Piero   -  Meltemi, 2022  -  Nautilus

Non c'è santo altrettanto compromesso, da un punto di vista retorico, e compromettente, da un punto di vista etico, di San Sebastiano, il quale funge da tramite fra la terra e il cielo grazie all'identificazione con lo strumento stesso del suo martirio: la freccia. Attraversando l'intera storia dell'arte, dal Medioevo al Rinascimento, dal Barocco all'Illuminismo, per giungere alle molteplici e contrastanti espressioni artistiche della modernità, il Santo delle frecce appare volta a volta come il catalizzatore di sorprendenti e spesso sconcertanti passaggi identitari, in cui cultura egemone e cultura popolare si scambiano sistematicamente le parti. Questa ricerca, grazie anche a un esteso apparato iconografico, cerca di sintetizzare la straordinaria parabola "sebastiana" tra il sacro e il profano in alcuni "algoritmi simbolici", cioè in modalità e procedure interpretative, mutuate dalla filosofia, dalla teologia, dalla sociologia, dalla filologia, dalla semiotica, dall'iconologia, per cogliere le ragioni segrete di una "forma" capace di sopravvivere a sé stessa, predisponendosi a sempre nuove metamorfosi e configurandosi quindi come una tomografica e anamorfica "forma nel tempo".

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Le mosse del cavallo. Tra segni del passaggio e passaggi del segno libro
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LIBRO   9788849817416

Le mosse del cavallo. Tra segni del passaggio e passaggi del segno Jacobelli Gian Piero   -  Rubbettino, 2008  -  Le Nottole Di Minerva

Si dice che la vita comporta un incessante passaggio, da un modo di essere a un altro modo di essere e, infine, dalla vita alla morte. Si può anche dire che proprio intorno a questo passaggio si sono articolate le diverse culture, con i loro miti e riti, intesi ad arginare, interpretare e rendere funzionale l'ansia che ogni passaggio comporta. Nella civiltà contemporanea, in cui il passaggio sembrerebbe rimosso dalla continuità tecnologica, resta l'esigenza di dare un senso al cambiamento e alle conseguenti istanze formative, come dimostrano gli interrogativi che si addensano intorno alla Rete e alle sue prospettive. Il passaggio, individuale e collettivo, viene analizzato sulla base di una ipotesi emersa dalla ricerca antropologica del secolo scorso: per passare, per cambiare, è necessario uscire da sé, attraversare un periodo di margine e tornare presso di sé, con nuove potenzialità. La "mossa del cavallo", che negli scacchi serve per aggirare le opposte difese, chiama in causa una complessa procedura concettuale, linguistica e operativa, che si estende dai "riti di passaggio" di Van Gennep alla "crisi della presenza" di De Martino, dalla "sovradeterminazione del segno" di Barthes alla "commutazione di codice" di Eco. L'antropologia del "passaggio" si configura, quindi, come una alternativa alla sociologia del "processo", coinvolgendo la concezione della filosofia come "esercizio spirituale" e la diatriba tra parola e immagine, sino all'attuale riflessione sui "new media".

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LIBRO   9788895923543

La corna. Antroposemiotica della mano cornuta come offesa e difesa Jacobelli Gian Piero   -  Bevivino, 2012  -  Grandi Opere E Dizionari

Ti supera all'improvviso facendoti prendere un grosso spavento? Gli fai le corna. Conversando, qualcuno prevede il peggio? Gli fai le corna. Foto di gruppo: il tuo vicino si mette troppo in mostra? Gli fai le corna. Gira e rigira, quando qualcuno ti allarma, ti prevarica o ti offende, gli fai le corna. Cosa rappresentano, dunque, queste corna? Per cercare di saperlo meglio, questo saggio, prende letteralmente per le corna i problemi della convivenza, dove la dialettica tra femminile e maschile si traduce in quella tra dentro e fuori e, infine, in quella tra bene e male. "La corna", in cui l'infrazione grammaticale sta a segnalare la peculiare relazione tra funzione e forma, finisce così per prospettarsi come un mezzo che può farsi carico dei messaggi "al limite", di quei messaggi metamorfici, che implicano una crisi degli equilibri relazionali, ma che, manipolando i segni nel contesto del gesto e della parola, consentono di ricominciare da capo a vivere e a morire. La proposta "di merito" confluisce, quindi, in una proposta "di metodo", connessa a quei "riti di passaggio", la cui interpretazione richiede di coniugare ricerca antropologica e ricerca semiotica. La trascrizione di un "Idillio ottocentesco" conclude il saggio con un sorriso che non rende meno serio il discorso, ma anzi gli conferisce la ulteriore serietà della storia, "patria" per di più.

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