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Bibliografia di Jun: tutti i libri in vendita online con argomento Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 19/1: Bibliografia generale Jung Carl Gustav Niccoli G. (Cur.) - Bollati Boringhieri, 1998 - Opere Di C. G. Jung
Con questo primo tomo (e con il secondo, che seguirà in tempi brevi) si completa l'edizione italiana delle "Opere" di Jung. Le bibliografie degli scritti, delle lezioni e seminari, delle lettere, così come gli altri apparati, seguono criteri originali espressamente concepiti per questa edizione, e costituiscono nell'insieme uno strumento indispensabile per quanti si accostano a Jung con intenti di studio e di approfondimento. Sono di particolare interesse le tavole di concordanza con le pagine delle edizioni inglese e tedesca degli scritti.
Esperienza e mistero. 100 lettere Jung Carl Gustav Jaffé A. (Cur.) - Bollati Boringhieri, 2019 - Universale Bollati Boringhieri-S. Scient.
Un autoritratto involontario, lungo il percorso di un'esistenza tra le più intense del secolo. La prima lettera che compare risale al 1909, anno in cui Jung parla ancora di sé, in modo ambivalente, come possibile «successore al trono» di Freud. L'ultima è datata 1961, a pochi mesi dalla morte, e risponde con sollecitudine agli assilli personali di un destinatario americano di cui ignoriamo il nome. Nei decenni che si sono succeduti non c'è argomento, pur spinoso o indelicato, a cui Jung si sottragga quando viene interpellato dai suoi corrispondenti. Confessa a Joyce nel 1932 di essersi «smarrito nel labirinto» dell'Ulisse, controbatte nel 1936 all'accusa di «condiscendenza verso il nazismo», si pronuncia nel 1959 su donne e vita pubblica. Dalla massa enorme dell'epistolario, selezionato e curato da Aniela Jaffé, il fondatore della psicologia analitica emerge a tutto tondo, come teorico, psicoterapeuta, amico, cittadino; e affronta gli eventi del mondo nella consapevolezza che ogni esperienza umana debba misurarsi con il mistero dell'inconoscibile.
Ricordi, sogni, riflessioni Jung Carl Gustav Jaffé A. (Cur.) - Rizzoli, 2012 - Bur I Pilastri
«Annotare i miei primi ricordi è diventato un bisogno, e se trascuro di farlo anche per un solo giorno, immediatamente ne conseguono sintomi fisici spiacevoli, che scompaiono non appena mi metto al lavoro.» Una prolungata immersione nelle profondità del proprio io, una turbolenta esplorazione dei luoghi più reconditi e inaccessibili dell'interiorità: questo ha significato per Carl Gustav Jung portare alla luce i ricordi di una vita e scrivere quello che, da propria autobiografia, divenne un vero esercizio di autoanalisi. Un travaglio attraverso il quale lo psichiatra di Zurigo riuscì a far riaffiorare gli intimi legami che univano le idee della maturità - esposte all'interno delle sue opere scientifiche - alle sue più torbide memorie: l'infanzia, i viaggi, le immagini sconvolgenti che ne segnarono le prime esperienze oniriche, la passione per la filosofia, la letteratura e le religioni, gli studi e i primi successi professionali; fino all'incontro con Sigmund Freud, la collaborazione tra i due, le incomprensioni e le rivalità. Convinto che l'essenza della propria vita fosse narrare "un'autorealizzazione dell'inconscio", in queste pagine Jung racchiuse la sostanza spirituale del proprio insegnamento e della sua attività clinica, tracciando una meravigliosa geografia dell'animo umano.