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Federico II imperatore Kantorowicz Ernst H. - Garzanti, 2017 - Gli Elefanti. Storia
"Stupor mundi" fu detto dai contemporanei Federico II di Svevia, l'unico degli imperatori germanici del medioevo, insieme al Barbarossa, che occupi un posto riconosciuto nella nostra storia e subito ci rimandi a immagini evidentissime: la disfatta inflittagli nel 1248 dai popolani di Parma, la città di quel Salimbene che lo paragonava a un drago funesto; gli splendori della corte di Sicilia, consacrati dalla lirica della "prima scuola", di cui il sovrano medesimo era mecenate; i castelli di Puglia, gli arcieri musulmani, le donne dell'harem, le cacce col falcone illustrate nel suo trattato, il più ricco che ci resti in materia. Immagini romantiche, però. E confluenti verso un'interpretazione convenzionale, che confina Federico in una luce araldica di crepuscolo: per chiudere con la sua figura un conflitto secolare tra impero e chiesa, e inaugurare invece il decollo della civiltà borghese mercantile culminante nel rinascimento. Qui l'imperatore non è segnacolo di una fase storica schematizzata, ma si muove all'interno di un complicato gioco d'azioni e di reazioni. Di lui viene rivelata, duplice e sconcertante, l'anima insieme feudale e "illuminata": il senso feroce del potere, e lo scetticismo che a esso poneva di continuo un limite invalicabile.
Federico II e i cavalieri teutonici in capitanata. Recenti ricerche storiche e archeologiche. Atti del Convegno internaz... (Foggia-Lucera-Pietramontecorvino, 2009) Favia P. (Cur.) Houben H. (Cur.) Toomaspoeg K. (Cur.) - Congedo, 2012 - Dip. Beni Arti Storia. Acta Theutonica
Sezione I: Storia Jean-Marie Martin, Federico II e la Capitanata; Giancarlo Andenna, Federico II e le comunità cittadine della Capitanata; Georg Vogeler, La comunicazione fra Federico II e la Capitanata; Pasquale Corsi, Foggia al tempo di Federico II; Francesco Panarelli, Federico II e le istituzioni ecclesiastiche della Capitanata; Hubert Houben, Federico II e i cavalieri teutonici a Belvedere (Apricena) e Foggia: scavi archivistici (con un'appendice documentaria 1220-1417); Kristjan Toomaspoeg, Gli insediamenti templari, giovanniti e teutonici nell'economia della Capitanata medievale. Sezione II: Archeologia Pasquale Favia, Caterina Annese, Roberta Giuliani, Giuliana Massimo, Lo scavo in località Pantano presso Foggia: un'indagine archeologica sulla domus di Federico II e la masseria svevo-angioina; Marcello Ciminale, Danilo Gallo, Mariangela Noviello, Indagini non invasive finalizzate allo studio di siti medioevali in Capitanata.
Federico II imperatore Kantorowicz Ernst H. - Garzanti, 2000 - Collezione Storica
"Stupor mundi" fu detto dai contemporanei Federico II di Svevia, l'unico degli imperatori germanici del medioevo, insieme al Barbarossa, che occupi un posto riconosciuto nella nostra storia e subito ci rimandi a immagini evidentissime: la disfatta inflittagli nel 1248 dai popolani di Parma, la città di quel Salimbene che lo paragonava a un drago funesto; gli splendori della corte di Sicilia, consacrati dalla lirica della "prima scuola", di cui il sovrano medesimo era mecenate; i castelli di Puglia, gli arcieri musulmani, le donne dell'harem, le cacce col falcone illustrate nel suo trattato, il più ricco che ci resti in materia. Immagini romantiche, però. E confluenti verso un'interpretazione convenzionale, che confina Federico in una luce araldica di crepuscolo: per chiudere con la sua figura un conflitto secolare tra impero e chiesa, e inaugurare invece il decollo della civiltà borghese mercantile culminante nel rinascimento. Qui l'imperatore non è segnacolo di una fase storica schematizzata, ma si muove all'interno di un complicato gioco d'azioni e di reazioni. Di lui viene rivelata, duplice e sconcertante, l'anima insieme feudale e "illuminata": il senso feroce del potere, e lo scetticismo che a esso poneva di continuo un limite invalicabile.