Libri di Chuck Klosterman
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Morire per sopravvivere. Una storia vera all'85% Klosterman Chuck - Minimum Fax, 2018 - Sotterranei
Chuck Klosterman nasce nel Minnesota, cresce in una fattoria del North Dakota, diventa giornalista e nel 2002 compie il grande salto: si trasferisce a New York. Lì, a quasi trent'anni, la sua carriera di critico musicale decolla, scrive per riviste famose e raggiunge lo status di autorevole esperto di cultura pop. "Spin" gli affida progetti speciali come un reportage sui morti illustri del rock'n'roll. Questa la realtà dei fatti. Poi c'è questo libro, che è realtà vera all'85%: il frutto di una rielaborazione personale della lezione di David Foster Wallace, e di un cammino originale di scrittore. Chuck viaggia per ventuno giorni e diecimila chilometri dentro l'America delle grandi metropoli e dentro l'America profonda. Visita il Chelsea Hotel e i campi di grano, Seattle e le paludi: cerca Duane Allman, Sid Vicious e John Lennon, cerca i Lynyrd Skynyrd e Kurt Cobain. Ma il suo non è un lugubre pellegrinaggio, perché le tombe delle rockstar gli interessano molto meno delle storie e dei miti. Questo romanzo dal vero e sulla strada narra la leggenda della musica rock, e in che modo questa continui a rinnovarsi da decenni in ogni ragazzino pronto a giurare sui Led Zeppelin o i Nirvana; ma "Morire per sopravvivere" racconta anche la storia di Chuck: la sua infanzia rurale, le sue teorie geniali sui Kiss e soprattutto i suoi amori complicati che irrompono ovunque e si rifiutano di lasciare incontaminato il lavoro del critico musicale.
Fargo Rock City. Un'odissea heavy metal nel nord Dakota rurale Klosterman Chuck - Odoya, 2019 - Odoya Cult
Qualcuno si ricorda di Mötley Crüe, Def Leppard e Judas Priest? C'è stato un tempo in cui cotonarsi i capelli, truccarsi, fare sesso sfrenato con groupie e pornostar, sbronzarsi di Jack Daniel's tenendo gli amplificatori a manetta era la cosa più "cool", spregiudicata e anticonformista che il mercato discografico chiedesse di fare a una rockstar. Ma farlo sotto i riflettori del Sunset Strip a Los Angeles era una cosa, rifarsi all'immaginario di quella way of life a Fargo, nella sperduta provincia americana, un'altra. Fargo Rock City non è soltanto l'ironico memoriale di un'epoca chiassosa, kitsch ed effimera (con tanto di esilaranti e inediti retroscena). Ma anche una critica sociale e culturale di band, fan e album, che si erge a orgogliosa difesa della dignità artistica di quel "glam rock effeminato, sessista e superficiale" in cui migliaia di adolescenti inquieti si sono riconosciuti.
Il giorno in cui il rock è morto. Viaggio nei luoghi delle grandi tragedie della musica Klosterman Chuck - Mondadori, 2006 - Strade Blu
Una delle costanti della storia dei grandi protagonisti del rock'n'roll è il legame che sempre si è instaurato tra una tragica morte e il raggiungimento dell'immortalità nel cuore dei fan. E stato così per Elvis Presley, per John Lennon, per Kurt Cobain e per tanti altri. Chuck Klosterman, giovane scrittore umoristico e critico musicale, attraversa gli Stati Uniti alla ricerca dei luoghi e dei testimoni delle grandi tragedie del rock. Quello che ne risulta è un racconto di viaggio commovente che sa essere a tratti anche esilarante, lungo la storia della musica americana e attraverso la memoria collettiva dei grandi miti del rock degli ultimi trent'anni.