Libri di Giovanni La Torre
Bibliografia di Giovanni La Torre: tutti i libri in vendita online con argomento Italia
Il grande bluff. Il caso Tremonti. Vita, opere e pensiero del genio dell'economia italiana La Torre Giovanni - Melampo, 2009 -
È impressionante e inspiegabile a un tempo il successo di pubblico che hanno le idee di Tremonti. Inspiegabile perché, come viene dimostrato in queste pagine, il suo pensiero sul piano scientifico è di dubbia consistenza. E irritanti risultano le frequenti contraddizioni - che riguardano praticamente tutti gli argomenti di sua competenza - in cui cade il ministro. Molti, soprattutto noti economisti, lo dicono in privato, ma si guardano bene dall'affermarlo in pubblico (in fondo si tratta pur sempre di uno degli uomini più potenti d'Italia). Ecco il ritratto non autorizzato di Giulio Tremonti, "superministro" dell'economia per antonomasia: genio della "finanza creativa", prima oppositore e poi difensore del famoso condono fiscale, alfiere della cartolarizzazione degli immobili pubblici, autore di troppe una tantum e dell'eliminazione delle tasse di successione, inventore della pornotax, euro-scettico, fervente sostenitore di dazi e dogane, "leghista con la tessera di Forza Italia", amante di giochi di parole e di citazioni dotte. È arrivato il momento di affrontare "il caso Tremonti", perché le teorie del nostro ministro dell'Economia e delle Finanze in servizio permanente effettivo rischiano di portare il Paese sull'orlo del fallimento. Prefazione di Curzio Maltese.
Chi e cosa ci hanno ridotti così La Torre Giovanni - Streetlib, 2018
In questo libro Giovanni La Torre cerca di analizzare, anche attraverso riferimenti storici, le cause profonde che hanno portato il nostro Paese sulla via del declino e dell'insignificanza internazionale. In particolare sono quattro i macro problemi individuati e analizzati: il debito pubblico, la scadente produttività, la corruzione e la qualità della classe dirigente. Da questi quattro grandi mali italiani derivano tutti gli altri tra cui la bassa crescita economica. Dal punto di vista storico, il momento di svolta viene individuato nel 1969, quando l'"autunno caldo" imponeva un cambio profondo della politica e invece gli equilibri internazionali, e il "bipartitismo imperfetto", hanno imposto il permanere alla guida del Paese sempre dello stesso partito: la Democrazia Cristiana. Da quel momento la politica non è più stata in grado di elaborare progetti per il futuro del Paese, e tanto meno di attuarli. L'attività di governo è andata avanti alla giornata, salvo poche e brevi parentesi. La fine della guerra fredda, che avrebbe potuto costituire un momento di svolta, ha determinato un cambio di classe politica ma non delle abitudini politiche, le quali anzi sono peggiorate. Lo stesso scoppio di Tangentopoli, che prometteva svolte importanti, alla fine non è riuscito a cambiare certe prassi deleterie per la politica e l'economia.