Libri di Cur Lazzarini

Bibliografia di Cur Lazzarini: tutti i libri in vendita online con argomento Vale

Istituzioni, scritture, contabilità. Il caso molisano nell'Italia tardomedievale libro
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LIBRO   9788867288311

Istituzioni, scritture, contabilità. Il caso molisano nell'Italia tardomedievale Lazzarini I. (Cur.)  Miranda A. (Cur.)  Senatore F. (Cur.)   -  Viella, 2017  -  I Libri Di Viella

L'attenzione a una "storia documentaria" dei poteri tardomedievali si colloca al crocevia di una serie di ricerche recenti di grande interesse, legate da un lato al rapporto fra scritture e potere, dall'altro ai processi di state-building. Il presente volume si propone di fare convergere questo fascio di tematiche attorno a un caso specifico: le fonti relative alle comunità e alle grandi stirpi feudali radicate in quel che ora consideriamo Molise durante l'età angioino-aragonese (XIII-XV sec.). Il caso molisano viene poi inserito nei più ampi scenari del Regno di Napoli e della penisola, mettendo a fuoco lo specifico snodo costituito dal rapporto fra scritture cancelleresche e contabili e istituzioni nel costruirsi di relazioni complesse fra centri e territori.

€ 38.00 € 36.10
LIBRO   9788846734464

Addio di Medea. Valerio Flacco, Argonautiche 8,1-287 Lazzarini C. (Cur.)   -  Edizioni Ets, 2012  -  Testi E Studi Di Cultura Classica

Il libro VIII delle Argonautiche di Valerio Flacco è per noi quello conclusivo del poema, rimasto incompiuto. È il libro della fuga di Medea con gli Argonauti, dopo che, grazie al suo aiuto e ai suoi poteri, Giasone ha superato le prove che gli aveva imposto Eeta come condizione per ottenere il vello d'oro, obiettivo della spedizione. È, molto più del modello greco (il IV libro del poema di Apollonio Rodio), un libro di corsa e di paura, pervaso da un senso di insicurezza e oscurità generale in cui il destino appare una forza trascinante e imperscrutabile, mentre il mondo che si profila davanti sembra schiudere a ogni passo una selva di terrori. Questa atmosfera è dovuta al prevalere del punto di vista di Medea che, seguendo gli eroi greci, si avvia a perdere la sua condizione di principessa per assumere quella di profuga. Nessuna speranza si apre sul futuro che la attende in Grecia e che Giasone le ha promesso: come già quella di Seneca, anche questa Medea "ha letto troppo Euripide", e la sua fuga di ora assorbe in sé già i tratti dell'esilio futuro da Corinto. Di qui, il registro cupo e talvolta tragico della narrazione, nella quale la lexis di Valerio Flacco, in un raffinato gioco allusivo con le fonti, fa vivere con forza le isotopie che legano il presente e il futuro del personaggio di Medea attraverso il suo passato letterario.

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disp. incerta
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