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Bibliografia di Le: tutti i libri in vendita online con argomento Varrone Marco Terenzio
Note critiche a Marco Terenzio Varrone. Rerum rusticarum I Carretta Michele - Edizioni Dell'orso, 2020
"In questo studio l'autore, prendendo spunto dalla propria tesi di laurea in Filologia latina, esamina più di ottanta passi problematici relativi al primo libro Rerum rusticarum di Marco Terenzio Varrone, per i quali propone emendamenti plausibili, sia suoi sia di altri studiosi, in parte già avanzati nella tesi o in suoi successivi articoli, ma qui approfonditi o ritoccati, in parte nuovi."
Varrone, unus scilicet antiquorum hominum. Senso del passato e pratica antiquaria Leonardis Irene - Edipuglia, 2019 - Biblioteca Di Athenaeum
Il volume dedicato a Marco Terenzio Varrone Reatino ne offre sì il ritratto quale prolifico scrittore che ha raccolto miriadi di informazioni sul passato della civitas romana, ma chiarisce come il suo interesse specifico non doveva essere la loro collezione fine a se stessa, ma la riscoperta e la trasmissione della memoria del passato. Più che un antiquario egli potrebbe, quindi, essere definito un "antichista" ante litteram o, persino, il primo antichista in senso stretto, dato che l'obiettivo delle sue ricerche è l'antico in tutti i suoi ambiti: culturale, storico, topografico, linguistico, religioso, etc.
DALL'Oriente a Roma. Cibele, Iside e Serapide nell'opera di Varrone Rolle Alessandra - Edizioni Ets, 2017 - Testi E Studi Di Cultura Classica
Nel periodo tormentato della fine della repubblica e dell'inizio del principato tre divinità di origine orientale, la frigia Cibele e gli egizi Iside e Serapide, sono presenti a Roma con specifici luoghi di culto e appaiono animare in modo significativo il dibattito religioso, intellettuale e anche politico. Questo libro si propone di analizzare le modalità di rappresentazione di queste divinità da parte di Varrone, che è per noi la più ricca fonte letteraria romana su di loro e sui loro culti a Roma nel I secolo a.C. L'opera di Varrone è costituita da un insieme di testi molto vario e articolato, pervenuto per larga parte in condizioni gravemente frammentarie. I riferimenti a Cibele, Iside e Serapide percorrono l'ampio arco dei suoi scritti, dalle giovanili "Saturae Menippeae" al tardo "De vita sua". Dall'analisi sistematica di tutti i luoghi varroniani in cui si può riconoscere un riferimento a queste divinità emerge un giudizio articolato e complesso, a volte ambiguo. L'avversione nei confronti di credenze e riti che rischiavano di alterare aspetti essenziali dell'identità romana non può esentarsi da una riflessione sull'opportunità di concedere una parziale comprensione e legittimazione a credenze che stavano avendo un'ampia presa popolare, esercitando un inquietante fascino. Questi diversi e contrastanti orientamenti erano presumibilmente condivisi dall'élite intellettuale e politica del tempo, di cui Varrone è rappresentante di grande prestigio.