Libri di Cur Leonardis
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La «Risurrezione» di Ricardo Cinalli nelle Cattedrale di Terni. Ediz. italiana e inglese Leonardis F. (Cur.) - Silvana, 2007
La "Risurrezione" dell'artista argentino Ricardo Cinalli nella Cattedrale di Terni segna un unicum nella storia dell'arte sacra perché collocata sul retrofacciata dell'edificio, tradizionalmente occupato da dipinti o affreschi aventi come soggetto il "Giudizio universale". Il cambiamento di prospettiva, da "Giudizio finale" a "Risurrezione", indica una visione teologica carica di speranza per l'uomo contemporaneo, perché pone al centro del dipinto l'azione di una salvezza sempre in atto che il Risorto, Gesù Cristo, offre a tutti. La sua energia carica d'amore attrae tutti coloro che vivono nel buio della non conoscenza, prigionieri della loro solitudine. La tristezza e la solitudine infatti trascinano la persona umana verso un abisso da cui difficilmente si esce da soli. Non è dunque raffigurata una separazione tra buoni e cattivi, ma una proposta di adesione a quell'amore che tutti salva senza distinzione etnica, culturale o identitaria. La sottolineatura della carnalità plastica delle persone e del Cristo di Cinalli sta a indicare la potenza e la forza della Parola di Dio che, fatta carne, solleva e riscatta la persona umana dalle sue debolezze.
La cappella Maria Madre della Chiesa nella Cattedrale di Terni-The Mary Mother of the Curch Chapel in the Cathedral of Terni. Ediz. bilingue Leonardis F. (Cur.) - Silvana, 2007
La cappella dei canonici nella Cattedrale di Terni con il nuovo ciclo di dipinti realizzati con la tecnica a encausto dai pittori russi Valerij Chernoritskij e Anastasia Sokolova, offre ai visitatori uno spazio dove è possibile respirare la ricchezza dell'arte post-bizantina che gli autori propongono da diversi anni. Lungi dall'essere una riduzione "all'occidentale" della nobilissima arte bizantina tramandata dalle sacre icone lignee e fino a oggi più che mai viva nelle chiese ortodosse, il ciclo mariano di Terni segna uno sviluppo ulteriore nella storia dell'arte delle icone russe. Le posture dei personaggi, i colori, le prospettive e la maniera di trattare la vita di Gioacchino e Anna, i genitori della Vergine, nonché la storia di Maria di Nazareth, richiamano immediatamente la visione tradizionale dell'arte bizantina. I volti, gli sfondi e l'impostazione generale degli affreschi, sentono invece la presenza dell'arte russa dell'inizio del Novecento, Liberty, Art Decò e futurismo compreso. L'interessante approccio dei due artisti stimola così nuove ricerche artistiche e spinge verso una prospettiva ecumenica tra Oriente e Occidente cristiano.