Libri di Lu
Bibliografia di Lu: tutti i libri in vendita online con argomento Contini Gianfranco
Studi su Gianfranco Contini: «fra laboratorio e letteratura». Dalla critica stilistica alla grammatica della poesia Lucchini Guido - Edizioni Ets, 2013 - Mod
Nella vasta opera critica del grande studioso viene preso in esame in questo libro un numero ristretto di autori (Croce, De Sanctis, Gadda, Montale), tutti fondamentali per Contini. Se l'incontro dei due autori contemporanei col giovanissimo filologo e critico militante d'eccezione fu decisivo da entrambe le parti, nell'ambito più propriamente metodologico e storiografico fu centrale il confronto col pensiero e con la critica letteraria di Croce. Ciò vale sia per il commentatore di Dante e di Petrarca, sia per lo straordinario analista di varianti d'autore, l'esercizio critico che a buon diritto può considerarsi invenzione di Contini stesso, anche se all'inizio suggestionato dal magistero filosofico di Croce. La precoce scoperta della Stilkritik di Spitzer segna non solo i primi saggi di Contini nella direzione di un superamento del crocianesimo, in parte ancora interno al suo orizzonte categoriale, ma anche la sua produzione matura almeno sino alla fine degli anni Cinquanta. Spitzer fu per Contini un punto di riferimento mai del tutto abbandonato, sebbene dopo la svolta più apertamente strutturalistica sia evidente una presa di distanza.
Una verità raggiungibile. Scritti su Gianfranco Contini Mengaldo Pier Vincenzo Colussi D. (Cur.) - Quodlibet, 2026 - Quodlibet Studio. Città E Paesaggio. Fuori Formato
«Cercando di dire che studioso impareggiabile, geniale, è stato Contini, dominatore di un mezzo secolo di studi, ho come l'impressione di trattenerlo ancora un poco al di qua della "parete che ci separa dai morti" (l'espressione è sua)», scrive Mengaldo, all'indomani della scomparsa di Contini, nel febbraio del 1990, in una pagina di ricordo per i quotidiani. Gli scritti radunati in questo volume - alcuni dei quali mai raccolti sinora - valgono a rinnovare, pur nell'assenza, il dialogo con un «vero maestro» e a mantenerne viva la lezione, a partire dal saggio ormai classico Preliminari al dopo Contini, in cui sono già lucidamente messi a fuoco aspetti e problemi che gli studi successivi si incaricano di approfondire: l'assetto linguistico della prosa continiana (anche nella forma di un'explication de texte), i caratteri del critico militante, i rapporti con il lascito crociano, sino a uno sguardo d'insieme sulla stilistica italiana, il cui atto di nascita è riconosciuto con sicurezza nel saggio sulle varianti di Ariosto del '37. Ricorrente, in queste pagine dedicate al «più grande critico letterario» del Novecento italiano (e «anzi, con Roberto Longhi, il più grande critico in assoluto»), è l'interrogarsi sulla possibilità di una verità immanente cui pervenire attraverso l'analisi acuita al massimo grado, tesa e sempre nuova, dei fatti linguistici e stilistici, secondo la convinzione espressa una volta, in sede di intervista, da Contini: «la verità non è su un piano irraggiungibile, la verità è raggiungibile, la verità è umana».