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Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. In collisione-In collision. Ediz. bilingue Ciorra P. (Cur.) Marini S. (Cur.) - Maxxi, 2023
Parte della serie Nature, dedicata alle monografie di architettura, il catalogo documenta il lavoro dell'architetta Maria Giuseppina Grasso Cannizzo soffermandosi sull'installazione In collisione appositamente concepita per gli spazi del MAXXI e su una casa realizzata a Vittoria, in provincia di Ragusa, città natale dell'autrice. Come afferma la stessa Grasso Cannizzo, se l'installazione In collisione è: «Un oggetto imponente spinto più volte, come un ariete, contro la parete sul fondo della galleria», la casa di Vittoria parte dal «vuoto prodotto dalla demolizione di un edificio come opportunità per dare origine a una nuova sequenza nel processo di sedimentazione della città». Oltre ai testi dell'architetta incentrati sui due progetti, il libro raccoglie saggi dei curatori che contestualizzano il suo lavoro nell'ambito delle ricerche coeve tracciandone il percorso dagli esordi ai giorni nostri, cosi come la biografia e la bibliografia completa. Un ritratto a tutto tondo dell'architetta ritmato dalle immagini e dai render dei progetti che permette un'immersione totale nel suo universo creativo.
Sull'autore. Le foreste di cristallo di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo Marini Sara - Quodlibet, 2017 - Quodlibet Studio.Citta E Paesaggio
Maria Giuseppina Grasso Cannizzo e le sue foreste di cristallo - per citare Ballard - sono l'oggetto di questo saggio monografico, ma, oltre a costituire un territorio nel quale viaggiare passando in rassegna architetture disegnate e costruite, sono anche un solido pretesto per ragionare sulle sorti dell'architettura. Il saggio è orchestrato sul numero quattro: quattro installazioni recentemente realizzate sono giustapposte ad altrettanti edifici costruiti dalla stessa Grasso Cannizzo, e quattro «teorie implicite» sono desunte dal fronteggiarsi delle opere. Le quattro teorie - Senza lingua, Costruire eredità, Risarcimenti e Artifici - corrispondono, in definitiva, alle visioni convergenti determinate dal rispecchiarsi degli otto progetti. Le contrapposizioni tra architettura e scrittura, tra installazioni effimere e costruzioni che si vorrebbero eterne sono predisposte per combattere il vento dal nulla, per continuare a desiderare e a scrivere architetture, ma sono chiaramente frutto dell'inevitabile opposizione dialettica tra Sara Marini e l'architetto siciliano, in un gioco di riflessi e proiezioni che prosegue da molti anni e di cui questo volume è un'espressione ormai matura. Se - come Grasso Cannizzo dimostra con il proprio lavoro - lo spazio respira, se le case sono animate, se le installazioni devono reagire al passaggio di luce e persone, allora certamente il sedime dell'effimero (fisico e concettuale) è una traccia indelebile, L'éphémère est éternel. Ma la riflessione opera al tempo stesso sulla specificità di un lavoro e sull'universalità della teoria, sicché l'epilogo non poteva che essere dedicato all'«autore generico», ovvero al fin troppo mitizzato concetto di autorialità, in architettura e no: «Leggere la via di un autore permette di arginare un ambito, attribuibile a un nome, di evidenziare la forma e la lingua di un campo di lavoro, di costruire un discorso perimetrato da materiali esistenti. Quindi se da un lato l'impossibilità di agire su una inscalfibile realtà sembra non solo confermare ma rafforzare la decretata scomparsa dell'autore, dall'altro la stessa condizione esistente si offre come materiale disarticolato ma utilizzabile, se investita di nuovo senso».