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Abraham Joshua Heschel. L'eredità filosofica dell'ebraismo Tumminelli Angelo - Morcelliana, 2024 - Filosofia Della Religione
L'interpretazione filosofica dell'ebraismo elaborata da Abraham Joshua Heschel (1907-1972), tra i maggiori pensatori ebrei del Novecento, ha il suo centro nella prospettiva antropologico-religiosa. Nella relazione tra eternità e temporalità, tra il divino e l'umano, Dio si rivela come essere personale, che si avvicina alla finitezza delle creature. In risposta l'uomo, intimamente abitato da una tensione verso l'Assoluto, è chiamato a farsi luogo spirituale di un'apertura alla trascendenza e tramite per la redenzione. Assume così importanza centrale la dimensione etica dell'azione, perché in essa si realizza la congiunzione della storicità con l'eterno. Heschel riscopre l'identità dell'ebraismo come religione filosofica capace di elevare l'uomo oltre l'orizzonte immanente e di metterlo in comunicazione con l'Ineffabile.
L'uomo, bisogno di Dio. La teoantropologia di Abraham J. Heschel Manzone Andrea - Morcelliana, 2024 - Quaderni Per L'università
Il pensiero e le opere dell'autore ebreo Abraham Joshua Heschel (Varsavia, 1907 - New York, 1972), uno dei più noti e acuti pensatori del panorama teologico e filosofico del '900, continuano a suscitare interesse per la loro profondità d'intuizione. Riabilitando la potenzialità filosofica del testo biblico, Heschel riprende la questione teologica e antropologica giungendo a un esito paradossale e inaspettato: Dio ha bisogno dell'uomo. Il volume esplora le origini bibliche e rabbiniche e le molteplici sfaccettature filosofiche e teologiche di questa tesi, che si presenta come un vero e proprio cambio di prospettiva per il pensiero teoantropologico biblico. «L'apporto di Heschel - ricorda nella Prefazione Bruno Forte - stimola la cooperazione dei credenti, ebrei e cristiani, nella ricerca della pace e nell'impegno della giustizia per tutti, a partire proprio dall'incontro col Dio della Bibbia, tutt'altro che straniero o indifferente rispetto ai bisogni degli uomini, impegnato anzi con essi a costruire un mondo migliore».
Pathos e logos in Abraham J. Heschel Gamberini Paolo - Città Nuova, 2009 - Contributi Di Teologia
L'interesse di Abraham Joshua Heschel (1907-1972) spaziò dalla filosofia medievale a quella moderna, dal profetismo agli studi sul chassidismo, dalla teologia alla politica, avendo sempre come filo conduttore l'amore per la sapienza e la passione per la verità. Heschel non si limitò a conoscere e approfondire la cultura ebraica, ma sentì l'esigenza di confrontarla con il patrimonio culturale occidentale. Il suo impegno intellettuale non fu mai fine a se stesso: per lui la cultura è un modo di vivere, e deve uscire dagli ambienti strettamente accademici per essere lievito tra gli uomini. Era convinto che il problema filosofico più importante del XX secolo fosse trovare nuovi presupposti e nuove premesse: un nuovo modo di pensare, che individuò nel pensiero biblico e in maniera particolare nel pensiero e nel pathos che animò i profeti, testimoni dell'esistenza di un Dio creatore e provvidente, non indifferente alle vicende umane, ma ben presente in esse.Nel corso di questo studio il pathos si precisa come passione per il Significato trascendente, il senso che ci fa cogliere l'Ineffabile nell'esperienza, lo slancio entusiastico, ma anche drammatico, per il Senso ultimo dell'esistenza. Tale pathos si fonda e si radica ontologicamente nel pathos divino, data la sua dimensione sia umana che divina, oltre che intenzionale e ontologica.