Libri di Emanuele Macaluso
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Politicamente s-corretto. La sinistra dalla Bolognina a oggi nel racconto controcorrente di un protagonista Macaluso Emanuele - Audino, 2012 - La Buona Politica
Emanuele Macaluso, in quest'intervista con Peppino Caldarola, lontana dalla rievocazione memorialistica, svolge un esame critico della storia della sinistra in questi vent'anni che ci separano dalla grande crisi della Prima Repubblica. E se c'è una preoccupazione che veramente lo assilla è la tabula rasa fatta dal '92 in poi nei confronti della tradizione culturale delle grandi forze politiche che hanno costruito la democrazia in Italia. Perché questo, pare a Macaluso, è il motivo principale dell'inadeguatezza attuale delle classi dirigenti. Ripercorrendo questo cammino, l'autore affonda il bisturi proprio sulle pseudocertezze che hanno animato l'attività e l'iniziativa politica degli eredi, loro malgrado, del PCI. Questa classe dirigente post-muro di Berlino, trovatasi all'appuntamento con la storia cioè dimostrare di saper governare il paese, per la prima volta dal dopoguerra -, non ha saputo esserne all'altezza. Coetaneo e amico di Napolitano, entrambi appartenenti alla corrente "migliorista" del PCI - sempre sotto accusa di intelligenza col nemico per l'atteggiamento riformista e non velleitariamente rivoluzionario -, Macaluso, oltre a tracciare una ricostruzione puntigliosa e non conformista di questi anni, fornisce un esempio di analisi lucida e dettagliata degli errori del centrosinistra e dei suoi presunti alleati.
Al capolinea. Controstoria del Partito Democratico Macaluso Emanuele - Feltrinelli, 2007 - Nuova Serie Feltrinelli
Era proprio necessario procedere all'unificazione tra DS e Margherita, sacrificando ogni ragione ideale e teorica che si richiamasse al socialismo? Il Partito democratico appare più somma che sintesi. Un partito destinato a esplodere in un prossimo futuro non tanto sulle riforme sociali quanto sui diritti individuali. Dopo la fine della DC, il Vaticano si trova a interloquire alternativamente con spezzoni partitici collocati su tutto lo spettro politico. Non sfugge ai più che uno degli interlocutori privilegiati è proprio rappresentato dalla Margherita che può fruire solo di un'autonomia relativa di fronte alle richieste ecclesiali. Ed è proprio questa componente a definire i limiti di azione del PD sui diritti civili e individuali. Il nascente Partito democratico inevitabilmente erediterà fino in fondo questa ambiguità politica, non riuscendo quindi a diventare quel partito dei diritti che pure vorrebbe incarnare. Macaluso ritiene invece che proprio un'opposizione condotta in nome del socialismo europeo abbia in sé la forza per affrontare e risolvere i grandi temi emersi dalla più recente modernità: dare risposta ai problemi sociali posti dal capitale globalizzato e, dall'altro, il tema della secolarizzazione e l'affermazione dei nuovi diritti.
La mafia e lo Stato. L'organizzazione criminale e la politica dalla prima alla seconda Repubblica Macaluso Emanuele - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2013
In questi scritti, Emanuele Macaluso, dirigente storico della sinistra italiana, propone un'analisi complessa della fenomenologia mafiosa, tesa a spiegare le relazioni dell'organizzazione criminale con il potere politico, dagli anni convulsi del feudo, nell'immediato dopoguerra, quando la mafia si scatenava contro il movimento contadino, alla seconda Repubblica: fino ai giorni nostri. Si compone, da questa prospettiva, un'indagine ricca di sfaccettature, che offre chiavi di lettura acute e coerenti su aspetti in ombra, discussi o poco considerati della questione mafiosa. Il libro comprende: il saggio "La mafia e lo Stato", uscito nel gennaio 1971; alcuni interventi recenti; infine, rilasciata per questa pubblicazione, un'ampia intervista su percorsi politico-criminali negli anni della seconda Repubblica. L'analisi del dirigente del Partito Comunista Italiano, che si trova a fronteggiare e a studiare i poteri politico-mafiosi da linee particolarmente esposte, è completata quindi dai rilievi di un osservatore disincantato, non allineato a priori alle idee correnti, che non ha remore a proporre spiegazioni divergenti, su alcuni snodi essenziali della vicenda repubblicana.