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Memorie della vita del fu G. F. Händel Mainwaring John - Edt, 2013 - Biblioteca Di Cultura Musicale
Il settantenne Händel, ormai cieco, narra la sua vita di musicista all'assistente John Christopher Smith. Nel 1760, un anno dopo la sua morte, il reverendo John Mainwaring raccoglie dalla voce di Smith queste "Memorie della vita del fu Georg Friedrich Händel", la prima biografia di un compositore mai pubblicata. Ma le "Memorie" non sono soltanto una raccolta di aneddoti händeliani, entrati poi durevolmente nelle biografie maggiori: secondo una collaudata tecnica settecentesca, nella narrazione di Mainwaring le vicende della carriera di Händel sono poste sotto la triplice insegna della Natura prodiga di talenti, della Fortuna generosa di successi, e della Provvidenza, che guida l'artista verso il traguardo supremo dei grandi oratorii londinesi, e del Messiah in particolare. Questa pietra miliare degli studi händeliani si chiude con un catalogo delle opere e una serie di "osservazioni" critiche che sono un documento rivelatore dell'estetica e della poetica musicale settecentesche. Le "Memorie" händeliane, lettura godibilissima, sono insomma il capostipite d'una lunga tradizione di libri dedicati alla "vita e opere" dei grandi musicisti. La seconda parte di questo volume comprende tre saggi fondamentali di studiosi dei nostri giorni che ridisegnano la mappa storico-intellettuale della personalità e dell'opera di Händel.
Memorie della vita del fu G. F. Händel Mainwaring John - Edt, 1996 - Documenti E Saggi
Memorie della vita del fu G. F. Händel - EDT
Haendel Rolland Romain - Castelvecchi, 2015 - Ritratti
Georg Friedrich Haendel, vissuto nell'apogeo dell'età barocca, è stato forse il più versatile tra i giganti della musica. Romain Rolland ne ripercorre la vita per spiegarne l'opera, dalla formazione nella natia Germania al successo in Italia, fino alla scelta di trasferirsi in Inghilterra. Attraverso il confronto con il contemporaneo Bach, isolato nella perfezione del suo talento, lo scrittore francese è tra i primi a mostrare l'originalità della figura di Haendel, musicista che, a cominciare dalla sua predilezione per il teatro, non si sottrasse mai dal confronto con la società. Prende così forma un'immagine empatica del compositore, con cui il biografo condivide la capacità di far incontrare e di fondere le diverse culture. È su questa base ideale che si esercita poi la competenza musicale di Rolland, che in pagine concise ed esemplari mostra le ragioni che hanno reso Haendel un riferimento imprescindibile per i grandi maestri delle generazioni successive, da Haydn a Mozart, da Beethoven ai romantici.