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- 9788829037544 Il Furioso in scena
- 9788829035434 Ariosto
Ariosto e la battaglia della Polesella. Guerra e poesia nella Ferrar di inizio Cinquecento Maldina Nicolò - Il Mulino, 2016 - Dip. Di Italianistica-Univ. Bologna
Il 22 dicembre 1509 il Ducato di Ferrara sconfisse la Repubblica di Venezia nella battaglia navale della Polesella. La vittoria viene più volte ricordata nell'«Orlando furioso»: Ariosto le assegna un ruolo chiave nella celebrazione della casa d'Este e, a tal fine, fornisce un vero e proprio racconto in versi dello scontro. All'evento fanno tuttavia riferimento anche numerosi altri testi circolanti a Ferrara negli anni Dieci del Cinquecento: alcuni composti da membri della corte estense (Celio Calcagnini, Bonaventura Pistofilo, Daniele Fini), altri riconducibili all'attività di ciarlatani e cantimpanca spesso anonimi (ma di alcuni conosciamo i nomi: Bighignol, Niccolò de' Rossi detto lo Zoppino). Insieme, questi testi disegnano il perimetro di un vero e proprio discorso pubblico sviluppatosi a Ferrara sulla vittoria della Polesella. Oltre a fornire un primo studio sistematico di tutte queste opere, il volume mira a ricostruire la versione ariostesca della battaglia, a valutarne il peso e l'importanza nel «Furioso» anche di là dall'immediato intento encomia stico e a dimostrare come essa si costruisca in rapporto e, talvolta, in dialogo con l'oceanica messe di testi prodotta a Ferrara all'indomani della vittoria estense contro Venezia.
La cultura a Ferrara al tempo di Ludovico Ariosto Piromalli Antonio - Bulzoni, 1975 - Biblioteca Di Cultura
La cultura a Ferrara al tempo di Ludovico Ariosto - Bulzoni
Inseguendo Orlando. Un pretesto per rileggere il «Furioso» Grimaldi Emma - Guida, 2015
Il volo dell'ippogrifo non sfiora la sommità del cielo. Si mantiene rasente ai rami degli alberi. Dalla media altezza, che è poi quella ben nota "certa distanza", il poeta che lo guida può guardare con la sua ironia le cose del mondo, inquadrandole in una visuale a più ampio raggio. Senza perdere di vista, però, le passioni, le debolezze, le contraddizioni inerenti i destini degli uomini, riuscendo a perfezionare il gioco interattivo fra il dispiegarsi della più sbrigliata fantasia e il sostegno di una logica sempre inattaccabile. Poi verrà il tempo in cui l'ippogrifo sarà dismesso. Uscirà dalla scena del racconto, quando la normalizzazione avrà il sopravvento e di viaggi straordinari non ci sarà più bisogno. Sarà il tempo in cui anche Orlando, finalmente rinsavito, decadrà a pura presenza di sfondo, mentre l'assolutezza del primo piano toccherà a chi, del romanzo/mondo ariosteo, deve garantire la dimensione eziologico/encomiastica.