Libri di Curzio Malaparte
Bibliografia di Curzio Malaparte: tutti i libri in vendita online con argomento Mal
Prossime uscite di Curzio Malaparte
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788834430637 Il Compagno di viaggio
Figurati se avessi scritto «Il culo»? Lettere a Egle Monti Malaparte Curzio - Edup, 2024 - Mnemosine
«Curzio Malaparte racconta, in frammenti di vita quotidiana ad Egle Monti, giornalista de "Il Tempo", sua amica, raccontano la vita e il lavoro di uno scrittore famoso, che si cimenta con romanzi, commedie, film, interviste radiofoniche. Ne esce un quadro intimo e in pari tempo pubblico di chi è stato definito l'Arcitaliano, che assunse uno pseudonimo "Malaparte" assonante a "Bonaparte" in celebrazione del più fulgido trasformismo. Le lettere ritrovate sono in parte scritte a mano rappresentano un piccolo gioiello per la storia della letteratura italiana».
Giornale di uno straniero a Parigi Malaparte Curzio - Adelphi, 2025 - La Collana Dei Casi
Nel giugno del 1947 Malaparte torna a Parigi dopo quattordici anni: non di assenza ma «d'esilio», precisa, come se la Francia fosse per lui una seconda patria. Una patria anzitutto letteraria: non a caso lo scrittore moderno che sente più vicino è Chateaubriand, di cui condivide i gusti, l'indole, i sentimenti, le inclinazioni - e la profonda malinconia: «È in virtù di Chateaubriand che, talvolta, mi sento francese». Non si tratta però solo di inclinazioni letterarie: «Ogni volta che attraverso la frontiera francese,» confessa «respiro meglio, dormo, mi sento tranquillo, e sicuro». È un'intera civiltà ad attirarlo irresistibilmente: la modernità «raffinatissima e intransigente» dell'età di Luigi XV, fiduciosa nell'«uomo perfetto»; la follia «fredda, chiara» di Cocteau e Giraudoux, che correggono con l'immaginazione quanto di troppo cartesiano c'è nello spirito francese; il colore del cielo di Parigi, degli alberi e dell'acqua della Senna, che Madame Schiaparelli sa catturare nelle sue stoffe. Ma il giornale di Malaparte è un racconto attorno a un «io» destinato al naufragio, in un'epoca che non gli appartiene più. I salons dove intreccia conversazioni con scrittori, gente di teatro, artisti e diplomatici sono ormai solo un riverbero del passato. I quattordici anni trascorsi hanno scavato un solco: nello sguardo di Mauriac, Malaparte coglie ora un oscuro rimprovero, e in quello di Camus incomprensione se non odio. È lo scotto che deve pagare in quanto italiano, e sospetto di collaborazionismo. Intorno a lui ormai serpeggia la convinzione «che soltanto i Francesi abbiano lottato per la libertà»: il sogno di una patria ideale non ha retto all'impatto della Storia, e ha lasciato posto alla lacerante solitudine di chi si scopre straniero in due patrie.