Libri di Enrico Mannucci
Bibliografia di Enrico Mannucci: tutti i libri in vendita online con argomento Musso
Morire è poco. L'esilio di Edda Ciano Mannucci Enrico - Neri Pozza, 2023 - I Colibrì
Fu per un ventennio una delle donne più potenti d'Europa, o per questo almeno passò, circonfusa da un'aura di leggenda che non l'abbandonò mai. Era la figlia del dittatore d'Italia: ne fu sempre consapevole anche se talvolta non a suo agio nel ruolo. Ma alla fine del 1943, Edda Ciano Mussolini era una donna disperata, in fuga, inseguita dai nazisti e aiutata da un passato amante che sarà tra i fondatori della moda Made in Italy. In quei giorni, il marito Galeazzo Ciano, uno dei delfini del regime fascista, stava per essere condannato a morte per aver votato, nella notte del Gran Consiglio, il 25 luglio 1943, contro il suocero Benito. Edda decise di fuggire, sotto falso nome, portando con sé i diari di Galeazzo. In Svizzera sarebbe rimasta per un anno e mezzo, dapprima isolata in un convento a Ingenbohl, poi - sempre sotto sorveglianza da parte delle autorità - in una casa di cura a Monthey, non senza imbarazzo del governo elvetico, che non sapeva bene come trattare questa ingombrante rifugiata. Lei, peraltro, non era tipo da rendere le cose facili; gli svizzeri non comprendevano i suoi sbalzi di umore, talvolta la inquadravano come una figura dissoluta; la sottoposero, infine, a numerosi esami clinici e psichiatrici. Il più importante fu quello del dottor Repond, il primario della clinica di Monthey, che compilò un approfondito rapporto dove descrisse, sotto una luce inedita, le dinamiche della famiglia Mussolini e inquadrò Edda come «una grande neuropatica». Dalla clinica, la Ciano riuscì a entrare in contatto con i servizi segreti americani, con Allen Dulles, colui che poi fonderà la Cia, e, dopo una lunga trattativa, gli cedette i Diari del marito, considerati dagli Alleati di valore strategico. Rientrata in Italia nell'agosto 1945, quattro mesi dopo la macabra esposizione del padre a piazzale Loreto, venne confinata a Lipari, l'isola dove erano stati reclusi tanti oppositori del regime. E dove, poco dopo il suo arrivo, la incontrò e intervistò Carlo Levi, l'autore di Cristo si è fermato a Eboli, antifascista militante che si trovò davanti la donna che non era più «la figlia del dittatore».
Caccia grossa ai diari del duce. Una saga lunga sessant'anni Mannucci Enrico - Bompiani, 2010 - I Grandi Passaggi Bompiani
Qual è la verità sui tanto discussi diari di Benito Mussolini? Che viaggio hanno fatto e in quante e quali mani sono passati? Furono davvero scritti dal duce o sono uno dei più clamorosi apocrifi del Novecento? Ma, prima ancora, chi li ha cercati per anni e perché quei taccuini sono diventati una specie di Santo Graal tra verità e leggenda, garanzia di innumerevoli scoop giornalistici mai, peraltro, definitivi? Partendo dalle tante ipotesi avanzate sulla esistenza e poi sul destino delle mitiche agende, ripercorriamo le tappe salienti di questa caccia. Storie spesso analoghe, rivissute oggi nella vicenda che ha portato cinque agende . dal 1935 al 1939 - nelle mani di Marcello Dell'Utri. Caso per caso, qui se ne ricostruisce la genesi a partire dal 1957, dalle Pam ini, due "miti signore" di Vercelli che annunciarono, allora, di aver ritrovato diari e appunti di Mussolini. E che, in seguito, furono condannate per truffa e falso. Ma si toccano anche vicende collaterali e intrecciate come quella del "carteggio segreto" fra Churchill e Mussolini, oppure la lotta fra americani e nazisti per conquistare i diari di Galeazzo Ciano, o, ancora, situazioni ambigue come quella del cosiddetto "Diario Farinacci". In appendice, tre grafologhe del Tribunale di Milano, direttamente coinvolte negli episodi più recenti, esprimono un sorprendente giudizio sul grado di accuratezza delle perizie e degli accertamenti svolti fino a oggi.