Libri di Massimo Mastrogregori
Bibliografia di Massimo Mastrogregori: tutti i libri in vendita online con argomento Moro Aldo
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- 9788838257049 Il giovane Moro, i giovani e Moro
Moro. La biografia politica del democristiano più celebrato e discusso nella storia della Repubblica Mastrogregori Massimo - Salerno Editrice, 2016 - Profili
"In quanti modi diversi si potrebbe raccontare la vera vita di Aldo Moro? Osserviamolo, per esempio, in un'immagine del 1941. È un giovane elegante, sorridente, che attende a piazza San Pietro di essere chiamato per un'udienza privata con il papa. Ma come è riuscito quel giovane - se scorriamo rapidamente un'immaginaria linea del tempo - a conquistare il potere in Italia e a mantenerlo poi per lunghissimo tempo? E perché poi, alla fine, è stato rapito e ferocemente ucciso? Ci sono domande essenziali che animeranno dall'interno ogni racconto della vita di Moro, quali che siano le forme o le scansioni temporali prescelte. Molti si sono concentrati sulla fine, sulla morte terribile, in grado di svelare - come il montaggio cinematografico per i film - il senso dell'intera sua vicenda. È una strada promettente, a patto di non credere troppo alla favola che Moro è stato ucciso perché stava preparando il compromesso storico con i comunisti." (Dalla Premessa)
I due prigionieri. Gramsci, Moro e la storia del Novecento italiano Mastrogregori Massimo - Marietti 1820, 2008 - L'eco
Quelle di Gramsci e di Moro sono due storie diverse: un comunista e un cristiano; un rivoluzionario sconfitto e un democratico che guida il partito al governo da trent'anni; due tempi diversi; due mondi diversi. Ma analogie e comparazioni possono aiutarci a vedere cose nuove, rivelano connessioni nascoste. La luce proiettata su una storia si riflette sull'altra, le due esperienze si illuminano a vicenda. Questo saggio di storia comparata le racconta entrambe, come due vite parallele. Dei due prigionieri offre un ritratto, un'analisi del contesto storico e un'interpretazione dei testi che scrissero nel carcere: Quaderni e lettere di Gramsci, Memoriale e lettere di Moro. Arrestato la sera dell'8 novembre 1926 dalla polizia fascista, Antonio Gramsci lasciava nascosti, nella sua casa romana, una trentina di foglietti intestati Camera dei deputati. Vi erano tracciate nitidamente alcune grandi linee della storia italiana recente, dalla crisi di fine secolo, all'età giolittiana, al primo dopoguerra. Nell'auto di Aldo Moro, sequestrato la mattina del 16 marzo 1978 dalle Brigate Rosse mentre si recava alla Camera dei deputati, veniva ritrovato un articolo scritto qualche giorno prima, in cui lo statista offriva un'originale interpretazione della più recente storia italiana, dal luglio 1960 al movimento del 1968 e alle sue conseguenze.
La lettera blu. Le brigate rosse, il sequestro Moro e la costruzione dell'ostaggio Mastrogregori Massimo - Futura Editrice, 2012 - Citoyens
La morte di Moro è sempre stata rievocata entro uno schema cromatico che poneva in conflitto il rosso delle brigate e il nero delle stragi e dei servizi deviati. Era come se non si potesse prescindere dai termini di una lunga guerra civile nazionale, mai completamente risoltasi. Questo libro, invece, ci parla di quella guerra con una lingua compiutamente post-bellica. Il Moro di Mastrogregori, certo, nelle condizioni disperate nelle quali si trovò costretto negli ultimi giorni della sua esistenza, restò politicamente lucido, combattivo nei confronti dei suoi nemici, impegnato a costruire il terreno di un dialogo tra tutte le parti. Anzi, l'analisi filologica delle lettere, dove questa volta è il blu dell'inchiostro a guidare l'attenzione del ricercatore, sembra suggerire una chiave di lettura assolutamente originale. Insomma, il leader cattolico non si arrendeva affatto ai carcerieri, non ne propugnava il riconoscimento politico, ma recitava una parte, "accettando di pagare un prezzo per questo (dare corpo alla propaganda terroristica)". Sicché, se il rosso e il nero erano i colori con i quali poteva essere descritta la vittima-martire, il blu della lettera di Moro sembra raccontare la vicenda di un politico che non si arrese mai a un destino già scritto, perché voleva "assolutamente tornare libero [...] perché non sopportava di non poter camminare".