Libri di Catherine Millot
Bibliografia di Catherine Millot: tutti i libri in vendita online con argomento Millot Catherine
O solitude Millot Catherine - Iacobellieditore, 2015 - Frammenti Di Memoria
Catherine Millot, scrittrice e psicoanalista, allieva di Jacques Lacan, ci racconta attraverso i suoi viaggi, i suoi amori infelici, il senso di abbandono, la tristezza della solitudine. In questo romanzo però, gli incontri sembrano lenire questa angoscia. Incontri importanti con i protagonisti del secolo passato: Proust, che legge e rilegge e definisce il romanzo sull'amore per eccellenza, Barthes che si è lungamente interrogato sui modi della vita solitaria, animato da un grande soffio di desiderio, Hudson e la sua felicità nella solitudine della Pampa e nei giardini londinesi, Soseki che durante la malattia ritrova nel silenzio la sua creatività, Poe che indica una via per uscire dal maelstrom della depressione. Un viaggio per consentire alla solitudine la felice impazienza degli inizi.
Abissi ordinari Millot Catherine Malquori P. (Cur.) - Castelvecchi, 2026 - Delocazioni
Ci sono esperienze che sospendono il mondo, istanti di smarrimento e spoliazione che ci confrontano con una brusca caduta dei confini dell'io. In un itinerario che intreccia autobiografia, psicoanalisi e letteratura Catherine Millot attraversa questi stati con precisione rarefatta, tra assenze reali e godimenti inattesi. Dalle prime esperienze del vuoto nell'infanzia, a Budapest e a Helsinki, ai momenti estatici dell'età adulta in cui interno ed esterno si confondono, fino al «sentimento oceanico» che annulla l'io nel mondo. Prende avvio così una meditazione che, negli anni dell'analisi, trova nella Gelassenheit il nome di una libertà inattesa: l'abbandono, il «lasciar essere» di cui parla la mistica tedesca - da Meister Eckart ad Angelus Silesius - e che Jacques Lacan riprende per indicare la destituzione soggettiva cui mira ogni analisi. Attraverso gli abissi ordinari di Tolstoj, Rossellini e Bergman, Koestler, Michaux, Rilke e Blanchot, la scrittrice ci conduce all'incontro con il reale del vuoto, con l'infinito che si rivela nella nudità più radicale. La «derelizione», al cuore tanto dell'esperienza mistica quanto di quella analitica, non è più solo «scrittura del disastro» ma diventa il luogo d'accesso alla grazia di una nuova esistenza.