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Bibliografia di Mon: tutti i libri in vendita online con argomento Joyce James
Continuità e discontinuità nelle opere giovanili di Joyce. Da «Stephen hero» a «A portrait of the artist as a young man» Montagna Elena - Ibis, 2013 - Minimalia
Nel passaggio dal manoscritto di "Stephen hero" al testo definitivo di "A portrait of the artist as a young man", si possono rilevare una serie di cancellazioni e di recuperi che appaiono, alla luce dei successivi sviluppi dell'opera di Joyce come estremamente significativi. Analizzare queste opere giovanili e le loro dinamiche, risulta quindi estremamente interessante per far luce sui capolavori successivi di "Ulysses" e "Finnegans' Wake". L'analisi che viene sviluppata qui non è quindi fine a se stessa, ma si proietta oltre l'immediato, sul complesso dell'opera joiciana e l'essenzialità del testo non toglie nulla alla rilevanza del saggio.
L'ascolto di una tradizione. Gianni Celati e l'Ulisse di Joyce Giorgio Simone - Quodlibet, 2025 - Quodlibet Studio. Lettere
«Un itinerario dal semplice al complesso»: così Gianni Celati definisce l'Ulisse di Joyce, e con le stesse parole si potrebbe descrivere il suo rapporto polimorfo e stratificato con il modernismo. Tra i tanti legami fra Celati e la produzione modernista, questo saggio sceglie di indagare il suo rapporto con il capolavoro di Joyce. Le riflessioni di Celati su questo romanzo intercettano vari indirizzi di ricerca contemporanei: visualità, oralità, parodia, regressione - tutti temi tipici dell'autore, e di fondamentale importanza nella riflessione letteraria del XX secolo, dal modernismo a oggi. Quella con l'Ulisse è d'altronde una relazione che puntella in più tappe l'intero percorso intellettuale di Celati, che si laurea con una tesi su Joyce nel 1965 e traduce Ulysses per l'Einaudi nel 2013. Non sorprende, dunque, che il nome dell'irlandese compaia nelle riflessioni sul comico e sul carnevalesco nella stagione degli anni Settanta. Per Celati, quella di Joyce è una regressione parodizzante, in aperta opposizione alla razionalistica e autoritaria civiltà borghese; una regressione che, mentre mette in scena il crollo del sapere occidentale, lo libera da dogmi e costrizioni. Proprio la capacità di porsi in dialogo con la stagione del primo Novecento, e con Joyce in particolare, rende Celati uno scrittore-saggista così importante: nella consapevolezza, come ha scritto lui stesso, «che l'ascolto di una tradizione e l'ascolto di una forma di pazzia siano la stessa cosa».