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Bibliografia di Montanari: tutti i libri in vendita online con argomento Bernini Gian Lorenzo
La libertà di Bernini. La sovranità dell'artista e le regole del potere Montanari Tomaso - Einaudi, 2016 - Saggi
Gian Lorenzo Bernini non ha un posto nella genealogia dell'arte moderna: quella che parte dalla rivoluzione di Caravaggio, e attraverso Velázquez, Goya e Manet, conduce agli Impressionisti, e dunque alle avanguardie. L'artista più potente, ricco e realizzato dell'Italia secentesca, "il dittatore artistico di Roma", è sempre stato considerato troppo organico alla propaganda dei papi e dei gesuiti per poter aver parte in questa storia di libertà. Basandosi su oltre vent'anni di ricerca, e ribaltando la lettura corrente di opere, fonti e documenti, questo libro dimostra il contrario: a modo suo, Bernini ha seguito Caravaggio sulla via del conflitto, arrivando a sacrificare una parte del proprio successo pur di difendere la sovranità sulla propria arte. Ed è anche grazie a questa tensione che le opere di Gian Lorenzo ci appaiono ancora così terribilmente vive. Bernini seppe uscire dalle regole, pagandone tutte le conseguenze e facendo leva sul giudizio di un'embrionale opinione pubblica europea per affrancarsi dall'arbitrio dei principi. Le sue mani e la sua testa divennero l'unica misura che accettava, e il suo atelier fu insieme luogo della creazione e teatro della libertà. Ma come dimostrare questa tesi? Nelle sue biografie "ufficiali" affiorano cospicue smagliature, fra loro coerenti, che questo libro individua e allarga, una per una. Costruendo così per le opere di Bernini una nuova chiave di lettura.
Bernini pittore. Catalogo della mostra (Roma, 19 ottobre 2007-20 gennaio 2008). Ediz. illustrata Montanari Tomaso - Silvana, 2007
In nessun campo come nella pittura, il più grande artista dell'Italia del Seicento è libero dai condizionamenti della società. Bernini traduce questa libertà in una tecnica veloce e impressionistica. Come nella tradizione veneta e in quella caravaggesca, i suoi quadri sono eseguiti senza disegno preparatorio, ed egli si concentra più sul colore, sulla luce e sulla sfida di fermare gli aspetti più sfuggenti della realtà, che non su problemi di composizione o narrazione. Non avendo a che fare con un committente, Bernini può abbandonare il lavoro quando gli sembra d'aver raggiunto i risultati che desidera: di qui l'aspetto abbozzato di molte delle sue opere. Ed è alla stessa libertà che Bernini deve la possibilità di non occuparsi del costume, e di trascurare le convenzioni e perfino il decoro. Nella tensione a fermare per sempre un momento qualunque di una persona qualunque, in questa profonda passione per eternare nei colori e nella luce il volto di garzoni, di giovani artisti, addirittura di bambini e di donne non aristocratici (che era quasi dire il volto di nessuno) sentiamo una modernità che la meravigliosa scultura di Bernini - così felicemente abbarbicata ai valori contemporanei - non conosce, e che getta invece inconsapevolmente un ponte verso il futuro della storia dell'arte.