Libri di Ruggero Morghen
Bibliografia di Ruggero Morghen: tutti i libri in vendita online con argomento Italia
Da Adua ad Adua. Ri-vendicare Baratieri Morghen Ruggero - Solfanelli, 2022 - Faretra
Il 2 ottobre 1935 Mussolini annuncia a piazza Venezia l'inizio delle operazioni militari sull'altipiano etiopico: "Abbiamo pazientato quarant'anni: ora basta". Vi sono i morti di Adua da vendicare, le terre da fecondare con il lavoro e "se l'Africa si piglia si fa tutta una famiglia". "Adua è liberata - si canta allora - è ritornata a noi. Adua è conquistata, risorgono gli eroi". Dall'Etiopia Montanelli ringrazia per la "bella lunga vacanza dataci dal Gran Babbo". Anche d'Annunzio sostiene l'impresa etiopica. Per il poeta "tutta quanta l'irta Etiopia deve inesorabilmente diventare un altipiano della coltura latina". "Partirei anch'io - aggiunge -, se non fossi decrepito e infermo". Intanto si va al cinema a vedere "Scipione l'Africano" e si ascolta Emilia Vidali che canta "Africanella". "D'Adua, su gli spalti, sventola il tricolor, tornano i nostri Morti, più vivi ancor!". In tavola fa la sua comparsa un nuovo formato di pasta: le Abissine. Mentre "le forze armate vittoriose fanno ritorno ai paesi natii", Condino, suo paese natale, ricorda Oreste Baratieri (1841-1901) "incompreso pioniere d'Italia in terra d'Africa", scoprendo una lapide in sua memoria. Ma Baratieri era anche uno dei Mille ed Abba lo descrive "come un giovinetto sui diciannove, pigliato appunto allora dalla fortuna che non lo abbandonò più per trentasei anni, e doveva elevarlo tanto da farlo brillar come un astro e spegnerlo poi in un giorno, come nulla, nel buio".
Nascita di una biblioteca. L'avvio del servizio bibliotecario pubblico a Riva del Garda Morghen Ruggero - Grafica 5, 2017
Il volume, frutto di una ricerca svolta prevalentemente tra le carte della Civica rivana, ripercorre gli inizi della biblioteca pubblica comunale a Riva del Garda, dal 1965 al 1969 (data dell'inaugurazione ufficiale), non trascurando di evidenziare alcuni precedenti significativi, nelle raccolte private di bibliofili, in quelle dei sodalizi cittadini tra Otto e Novecento, nell'esperienza della biblioteca popolare.Nei primi anni della sua esistenza la Biblioteca, alloggiata nella storica fortezza della Rocca, si distingue dalla contigua istituzione museale per affermarsi come istituto della democrazia, aperto alle suggestioni provenienti dagli ambienti anglo-americani ed alla dimensione dell'ascolto, con la pionieristica fonoteca. Il volume, corredato da foto provenienti dall'archivio dell'istituzione, getta inoltre luce su una stagione amministrativa caratterizzata da impulsi innovativi e da propositi pedagogici nella convinzione - condivisa da quei protagonisti - che la presenza di una biblioteca pubblica rappresenti per la comunità un bene non trascurabile, ma anzi necessario alla stregua di un marciapiede ben costruito o di un mercato pubblico funzionante.
D'Annunzio e il prefetto sbagliato. Il «caso» di Enrico Grassi Statella Morghen Ruggero - Solfanelli, 2018 - Saperi
Nella galleria dei personaggi "dannunziani" operanti sul Garda un posto di rilievo spetta certamente al conte Enrico Grassi Statella. Distintosi come combattente nella Grande Guerra, il capitano d'artiglieria Grassi, fascista della prima ora, martinista e massone, fu seguace ed intimo di d'Annunzio, al quale rese vari servizi. Il Vate lo disse "devoto a me e alla mia Causa ideale". De Felice e Mariano, in sede di commento al carteggio d'Annunzio-Mussolini, lo definiscono un "velleitario delle lettere italiane". Qui si ricordano e riportano alcuni dei suoi numerosi scritti. Il 24 giugno 1929, dopo vari appelli a Mussolini, fu nominato prefetto a Taranto, dove combatté l'antico costume popolare della "scesa". Perse però ben presto la prefettura. Il Duce, infatti, lo fulminò con un telegramma: "Ritenetevi nominato Prefetto per errore". Da quel momento d'Annunzio non lo volle più sentire né vedere, nonostante i suoi molti tentativi di rinnovare l'antico legame.