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Il Congresso di Vienna Nicolson Harold - Castelvecchi, 2015 - Le Navi
Tra l'autunno 1814 e la primavera 1815, Vienna divenne il teatro dell'incontro tra i potenti d'Europa, uniti nel tentativo di costruire una pace stabile dopo il trauma della rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche. Mai il gioco della diplomazia era stato esercitato su così larga scala, e nelle stanze del castello di Schönbrunn venne inaugurata una nuova era nella storia del continente. Harold Nicolson racconta il Congresso di Vienna con l'acume del diplomatico e l'eleganza dello scrittore, abile tanto nella ricostruzione dello scontro tra i diversi interessi nazionali quanto nella descrizione psicologica dei protagonisti. Un classico della letteratura storica che, estendendo il suo sguardo all'analisi delle conseguenze dell'evento, si rivela anche una riflessione critica e attualissima sulla difficile via della pace.
Il Congresso di Vienna 1814-1815 Randazzo Francesco - Libellula Edizioni, 2014
A distanza di due secoli il Congresso di Vienna continua a rappresentare un momento particolarmente significativo per la storia mondiale. Con questo lavoro polifonico, compiuto da più accademici italiani e stranieri, si è tentato di ricollocare tale evento nella cornice di un più ampio dibattito che tiene conto dei recenti studi settoriali e monografici. A Vienna nell'autunno del 1814 i rappresentanti delle grandi potenze si incontrano per riportare sui troni i vecchi sovrani spodestati dal ciclone napoleonico. Nell'arco di pochi mesi, sotto la regia di Alessandro I, lo zar che ha liberato l'Europa cristiana dalle barbarie napoleoniche, si ritrovano Nessel'rode per la Russia, Hardenberg per la Prussia, Castlereagh e Wellington per la Gran Bretagna e altri delegati europei i quali danno avvio a consultazioni che si protraggono per mesi infruttuose per via delle tante rivendicazioni territoriali che il più delle volte li trovano in disaccordo. Solo lo sbarco di Napoleone in Francia, nel marzo del 1815, riesce a compattare la grande alleanza e segna una svolta nella conclusione dei lavori. Grazie all'abilità di Talleyrand, la Francia riesce a non subire l'umiliazione di potenza sconfitta e i suoi confini territoriali si assestano a quelli del 1789 senza ulteriori perdite. Il libro, dunque, cerca di ripercorrere alcune tappe dell'intero processo viennese che ha dato vita a straordinarie sintesi diplomatiche suscitando critiche ma anche consensi ben presto ridimensionati...
Delitto a Vienna. Indagine sul più famoso congresso della storia duecento anni dopo Lovat Davide Franco Paolo - Outsphera Edizioni, 2014
Due secoli fa, proprio nei mesi a cavallo tra il 1814 e il 1815, era in corso la più famosa assise politica della storia: il Congresso di Vienna. Vi parteciparono oltre duecento delegazioni provenienti da tutta Europa e da altri parti del mondo, in rappresentanza soprattutto degli interessi delle dinastie aristocratiche sopravvissute all'onda napoleonica. Per lungo tempo questo congresso fu dipinto in maniera superficiale a tratti netti, precisi, anche futili: feste, danze e spettacoli con re, regine e cortigiani più impegnati nei divertimenti che nel lavoro diplomatico. Il Congresso di Vienna invece rappresentò molto di più: fu l'occasione, perduta, perché l'Europa entrasse nella modernità abbandonando i fardelli del feudalesimo e dell'assolutismo. Sulla scia della cosiddetta Restaurazione furono molte le speranze illuse ed alcune particolarmente incomprese e soffocate. Queste pagine rendono attuale un evento così lontano nel tempo, analizzandolo da due punti di vista: quello generale che coinvolse l'Europa intera e quello particolare che riguarda la terra veneta.