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Carteggio 1794-1805. Ediz. integrale Goethe Johann Wolfgang Schiller Friedrich Pirro M. (Cur.) Zenobi L. (Cur.) - Quodlibet, 2022 - Quaderni Quodlibet
Nell'immaginario collettivo sono assurti a personaggi tanto iconici da essere comparati a figure mitologiche: i dioscuri. Johann Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller possono essere considerati i protagonisti, se non gli inventori, di un'intensa stagione culturale tedesca ed europea tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. Il Classicismo di Weimar, costretto a misurarsi con le disastrose conseguenze della Rivoluzione francese, tenta di ricostruire su basi estetiche un'idea nuova di umanità. Il carteggio tra Goethe e Schiller, per la prima volta qui tradotto nella sua interezza, è la testimonianza più viva e compiuta della nascita e dello sviluppo di un ideale nel quale si incrociano grandi progetti letterari e riflessioni di amplissimo spettro sulla natura del lavoro creativo e intellettuale, inteso come fondamento di una comunità e di un'intera nazione. Tutt'altro che un disegno utopico, la rivoluzione estetica avvenuta tra il 1794 e il 1805 trova il suo fondamento in un concretissimo impegno quotidiano di riflessione e progettualità, in cui la letteratura, i suoi diversi generi, ma anche le altre arti sono al centro di un dialogo che si impone come uno tra i momenti più alti della storia della cultura europea.
Friedrich Schiller 1805-2005. Modello ideale o provocazione? Zenobi L. (Cur.) - Vecchiarelli, 2007 - Opere Varie
Friedrich Schiller 1805-2005. Modello ideale o provocazione? - Vecchiarelli
Friedrich Schiller. Un corso di lezioni Nohl Herman Ciriello G. (Cur.) - Aracne (Genzano Di Roma), 2025 - Ars Inveniendi
Posto di fronte alla immane tragedia del primo conflitto mondiale e al criollo dell'Impero tedesco, non vide «altro rimedio alle disgrazie del popolo [tedesco] se non quello di rieducare la sua gioventù ad un'attività gioiosa, coraggiosa e creativa». È, questo, il motivo etico-pedagogico di fondo che ispira il corso di lezioni dedicato a Schiller, che Nohl tenne per la prima volta nel 1920 e che non a caso tornò a tenere per una seconda volta a ridosso della fine del secondo confitto, nel 1946. Proprio ad inizio del testo a stampa di questo corso, rimasto inedito fino a metà anni Cinquanta a causa degli impedimenti dovuti all'avvento del regime nazionalsocialista, lo stesso Nohl dichiarava esplicitamente questo intento dovuto ad una ragione legata strettamente al presente: «dare agli studenti, che facevano ritorno dalla guerra, una testimonianza della realtà dello spirito tedesco». Questo impegno didattico, più che essere un mero esercizio storico-letterario, assumeva così il senso di un'alta «operazione pedagogica». Infatti, convinzione profonda di Nohl è che, dopo la Bibbia di Lutero, niente avesse operato sulla spiritualità del popolo tedesco al pari dell'arte di Schiller, dove aveva preso forma la lingua, i sentimenti più alti e la fantasia spirituale dello stesso popolo tedesco. Se in quest'ultimo vive qualcosa della nobiltà spirituale e del coraggio, dell'entusiasmo e della coscienza della libertà, lo si deve proprio alla divulgazione della opera poetica di Schiller. Insomma, uno Schiller emblema della libertà e dell'anelito alla unità nazionale è ciò che serpeggia in tutto lo scritto nohliano.