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Boccaccio Boccaccino. Alle soglie della maniera moderna in Val Padana. Ediz. illustrata Passoni M. C. (Cur.) - Marsilio Arte, 2023 - Dialoghi
Boccaccio Boccaccino è uno dei principali esponenti della pittura dell'Italia settentrionale tra la fine del Quattro e il primo quarto del Cinquecento, tra i pochi artisti padani a cui Vasari abbia riservato lo spazio di una biografia nelle Vite. Il suo percorso artistico si svolge tra i ducati di Milano e Ferrara e la città di Venezia, dove diventa uno dei più significativi interpreti di Giorgione. Luigi Lanzi lo definì «il miglior moderno fra gli antichi, e il miglior antico fra i moderni»; il suo ruolo di caposcuola tra i pittori cremonesi del primo Cinquecento è ampiamente riconosciuto dalla storiografia artistica, nonostante la sua opera sia rimasta poco nota al grande pubblico. In occasione di questa esposizione, l'undicesima dei Dialoghi organizzati dalla Pinacoteca di Brera e la prima sull'artista, il volume presenta nuovi studi e riflessioni sulla fase che precede l'affermazione di Boccaccino a Cremona, sua città d'origine, dove l'artista si trasferì nel 1506. La mostra consente la riscoperta di quattro dipinti fondamentali di Boccaccio Boccaccino: l'Adorazione dei pastori, proveniente dal Museo e Real Bosco di Capodimonte (Napoli), la Madonna con il Bambino e la Madonna con il Bambino tra i santi Giovanni Battista e Caterina d'Alessandria o Giustina, entrambi provenienti dal Museo Correr (Venezia) e la Madonna con il Bambino della Pinacoteca di Brera.
Il Pordenone e Boccaccio Boccaccino. Primi restauri nella Cattedrale di Cremona - Lalli, 1996 - Opus. Quaderni Di Conservaz. Beni Cultur.
Il Pordenone e Boccaccio Boccaccino. Primi restauri nella Cattedrale di Cremona - Lalli
Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino. Catalogo della mostra (Cremona, 10 ottobre 2025-11 gennaio 2026). Ediz. a colori Ceretti Francesco Piazza Filippo - Officina Libraria, 2025 - Cataloghi Di Mostre
In occasione del quinto centenario della morte di Boccaccio Boccaccino (Ferrara?, 1462 / ante 22 agosto 1466 - Cremona, 1525), il Museo Diocesano di Cremona, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona Lodi e Mantova, dedica la prima rassegna monografica a questo rilevante interprete della cultura figurativa del Rinascimento in Italia settentrionale. Definito da Giorgio Vasari «raro» ed «eccellente pittore», Boccaccio Boccaccino rielaborò, in modo personale, la lezione impartita da Leonardo da Vinci a Milano e da Giovanni Bellini e Giorgione a Venezia, rappresentando un punto di riferimento per i maestri cremonesi delle generazioni successive, tra i quali si annoverano Gianfrancesco Bembo, Altobello Melone, Giulio Campi e, suo figlio, Camillo Boccaccino. Si comprendono pertanto le ragioni secondo le quali Luigi Lanzi, sul finire del Settecento, ritenne che «Boccaccio Boccaccino è fra' cremonesi ciò che sono il Ghirlandaio, il Mantegna, il Vannucci, il Francia nelle scuole loro; il miglior moderno fra gli antichi e il miglior antico fra' moderni». Il percorso di mostra, attraverso un'accurata selezione di capolavori convocati dai principali musei nazionali italiani, accostati per l'occasione a dipinti mai esposti al pubblico, scandisce le principali fasi di attività del pittore, dai suoi esordi tra Ferrara, Genova e Milano sino agli anni veneziani e cremonesi, dove Boccaccino mise a punto un linguaggio raffinato il cui manifesto è rappresentato dall'iconica Zingarella delle Gallerie degli Uffizi, immagine guida della mostra e del catalogo. L'esposizione permette inoltre di apprezzare, dopo il restauro, il frammento della pala d'altare della chiesa di San Pietro al Po a Cremona, l'ultima opera eseguita in vita da Boccaccino, recentemente acquisita dal Museo Diocesano, che si fregia così di ben esemplari dell'artista. La visita non si esaurisce presso il Museo Diocesano, ma prosegue all'interno della Cattedrale di Cremona, alla scoperta dello straordinario ciclo di affreschi con le Storie della vita della Vergine e della passione di Cristo, avviato da Boccaccio Boccaccino nel 1514 e proseguito da altri maestri, tra cui spiccano, accanto ai cremonesi Bembo e Melone, il bresciano Girolamo Romanino e il friulano Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone.