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Gianugo Polesello. Un maestro del Novecento. La composizione in architettura Dal Fabbro A. (Cur.) Cantarelli R. (Cur.) Grandinetti P. (Cur.) - Letteraventidue, 2019
La composizione architettonica vive oggi in Italia una crisi d'identità, tendendo a diluirsi nel progetto di architettura come una delle tante discipline che concorrono alla sua formazione. Mostra però anche segni di innovazione, nel recupero di antichi saperi, nel rinnovamento dei tradizionali strumenti disciplinari, nell'invenzione di nuove categorie operative nel solco della tradizione della Scuola di Venezia. Gianugo Polesello è stato in questo senso un precursore, sia perché ha esplicitato per primo il rapporto tra teoria e progetto, sia perché lo ha praticato, dando un contributo significativo all'avanzamento teorico della disciplina, proprio attraverso progetti e opere. Il libro propone una riflessione sui contenuti e il valore della composizione architettonica a partire dalle opere e dagli scritti del Maestro friulano coinvolgendo - oltre ai suoi allievi - docenti di composizione provenienti da altre scuole italiane, testimoni della sua esperienza e studiosi di altre discipline.
Gianugo Polesello. Architetture 1960-92 Polesello Gianugo - Mondadori Electa, 1997 - Documenti Di Architettura
Gianugo Polesello. Architetture 1960-92 - Mondadori Electa
Edificio alto e città. «Tipi, variazioni, ripetizioni, ...» nei progetti urbani di Gianugo Polesello Perego Alessandro - Quodlibet, 2026 - Diap Print/Dottorato
In un momento storico nel quale il raggiungimento dell'altezza e la definizione tipologica dell'edificio alto sono affidate principalmente alla tecnica, in contrasto con le mode attuali, questo libro ricerca nella relazione instaurata tra edificio alto e città le ragioni della sua definizione. Ponendo l'attenzione sul controverso rapporto tra architettura e urbanistica, l'edificio alto viene quindi inteso non come oggetto di design definito da forme prive di razionalità, ma come Architettura costruita in punti esatti in grado di individuare e costruire luoghi in cui la città esprime la sua ragion d'essere e mette in scena il proprio carattere. L'altezza è quindi intesa non come primato tecnico da raggiungere, ma piuttosto come traduzione di una precisa esigenza che ha come fine quello di permettere ad un'architettura di guardare al di fuori per poter scoprire da un punto di vista privilegiato ciò che ci circonda e - soprattutto - di essere vista da lontano ponendosi come punto di riferimento urbano del territorio sul quale sorge. Un'idea di costruzione della città contemporanea nella quale gli edifici alti, ripetuti e costruiti nei punti esatti all'interno del Piano di Architettura, nella relazione tra loro e con gli elementi già dati definiscono figure formalmente riconoscibili in grado di dare forma alla città e ai suoi luoghi, così come le stelle sparse sulla tela della volta celeste definiscono le figure delle costellazioni.