Libri di Antonino Palumbo
Bibliografia di Antonino Palumbo: tutti i libri in vendita online con argomento Terremoti
Contributo alla previsione delle catastrofi locali e planetarie Palumbo Antonino - Aracne, 2012 -
Nel volume viene proposto un modello per accertare le condizioni di criticità di un dato sito. Tenuto poi conto che, in tali condizioni, anche una debole perturbazione può innescare un evento catastrofico, come un terremoto, si identificano due cause di innesco: le onde sismiche e in particolare i foreshocks e le sollecitazioni mareali terrestri. Noto che i piccoli eventi sismici che ne precedono uno intenso non servono alla previsione, in quanto il loro carattere di foreshock viene accertato in un secondo tempo, si tenta di identificare dati precedenti l'evento mediante la correlazione dei tempi della loro occorrenza con quelli delle sollecitazioni mareali, mostrandone anche il ruolo di innesco. L'efficacia dell'onda mareale nodale lunare Mn, dovuta alla sua lunga durata, e la non perfetta elasticità delle faglie sono responsabili dell'effetto cumulativo dell'onda stessa (ossia dei suoi multipli) sia sul loro scorrimento, sia sulla loro morfologia. Questa agisce su l flusso magmatico fra il mantello e i bacini vulcanici e su quello geotermico suboceanico, modulando rispettivamente l'attività vulcanica e la temperatura dell'oceano, e quindi quella globale dell'aria.
Il prossimo terremoto. dalla genesi alla previsione. Con cartina Palumbo Antonino - Torre Luca, 2013 - Le Undici Muse
Per confutare il teorema "I terremoti non sono prevedibili", sono stati classificati precursori (foreshocks) quei piccoli eventi, che precedono quello disastroso, prima della sua occorrenza, individuando poi quattro meccanismi di innesco dei terremoti: le onde sismiche la cui semi lunghezza d'onda (ordine dei km), pari alla distanza fra due zolle adiacenti, causa una loro vibrazione sfasata durante il loro transito, risentita dalle faglie; le stesse onde, insieme alle periodiche sollecitazioni mareali a breve periodo, provocano poi l'affaticamento delle strutture sismo genetiche già stressate dalle tensioni endogene, conducendole all'instabilità; le sollecitazioni mareali a lungo periodo che, provocando deformazioni plastiche delle faglie, cumulano la loro efficacia con il loro susseguirsi; la capacità di innesco dei sismi da parte delle componenti mareali dipende dalla diversa risposta dei corpi fluidi, come gli oceani ed il magma del mantello, rispetto alla crosta terrestre che movimenta i corpi galleggianti (le zolle) conferendo ad esse una cospicua energia, trasmessa poi alle faglie.