Libri di Cur Paolini
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1849: Europa e Italia tra rivoluzione e assolutismo Paolini G. (Cur.) - Pacini Editore, 2021 - Le Ragioni Di Clio
Nella produzione storiografica sul biennio rivoluzionario 1848-49, l'attenzione è stata per lo più rivolta alle fasi iniziali e centrali degli eventi, lasciando, non certo in ombra, ma spesso senza un analogo risalto, la parte finale del processo, che coincide con l'anno 1849. Obiettivo del presente volume è quello di dedicargli uno spazio particolare, non per isolarlo né tanto meno contrapporlo al 1848, quanto per riflettere maggiormente sulle sue specificità, sui motivi di persistenza e di rottura rispetto ai mesi che lo precedono, nella diversità delle esperienze e nelle decisive eredità lasciate al decennio successivo. Studiosi italiani e stranieri ricostruiscono alcuni fra i più significativi casi: la Francia dalla rivoluzione al bonapartismo; il ruolo dell'Ungheria; il problema del reperimento delle risorse finanziarie per i governi provvisori; la mobilitazione femminile; le peculiari realtà della Toscana e di Livorno; la memoria del Quarantanove nella letteratura.
La prima emergenza dell'Italia unita. Brigantaggio e questione meridionale nel dibattito interno e internazionale nell'età della destra storica Paolini G. (Cur.) - Polistampa, 2014 - Biblioteca Della Nuova Antologia
La prima emergenza dell'Italia unita. Brigantaggio e questione meridionale nel dibattito interno e internazionale nell'età della destra storica - Polistampa
Simulacri spiranti, imagin vive. Il recupero delle opere d'arte toscane nel 1815 Paolini Gabriele Paolucci A. (Cur.) - Polistampa, 2006
Il libro parla del recupero delle opere d'arte toscane trasferite a Parigi da Napoleone. Costruito su una massa imponente di minuziose notizie e documenti inediti, si legge tuttavia con suspense, come un avvincente romanzo. Sappiamo infatti come la storia andò a finire, ma non immaginavamo fino a oggi quanto la vicenda sia stata complicata, irta di contestazioni giuridiche, intrighi politici e diplomatici, sempre a rischio di un esito infausto. Gli archivi fiorentini, consultati da Gabriele Paolini, parlano di quel fatale 1815 e dei "simulacri spiranti, imagin vive" (così sono dette le opere nell'ode composta da Pietro Bagnoli in occasione del loro ritorno) restituiti alla patria. Tutti sanno dell'immensa rapina compiuta da Napoleone in Italia in Belgio e in mezza Europa. Dopo Waterloo il Congresso di Vienna decise lo smantellamento del Museé Napoleon e la restituzione delle opere d'arte deportate ai paesi d'origine. Fu una deliberazione di grande importanza: per la prima volta entrava nel diritto internazionale il principio che i beni culturali di una nazione non possono mai, per nessun motivo, essere oggetto di acquisizione bellica o di risarcimento. Eppure la decisione di restituire ai paesi occupati da Napoleone le opere depredate non avvenne senza contrasti e fu più il risultato di un compromesso che di una presa di coscienza.