Libri di Marco Pastonesi
Bibliografia di Marco Pastonesi: tutti i libri in vendita online con argomento Pantani Marco
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- 9791255023128 L'uragano nero. Jonah Lomu, vita morte e mete di un All Black
Pantani era un dio. Nuova ediz. Pastonesi Marco - 66Thand2nd, 2024 - Vite Inattese
In quasi dieci anni di professionismo Marco Pantani ha vinto poco più di una trentina di corse, un bottino modesto se paragonato a quelli di Coppi o Merckx, Moser o Cipollini. Eppure il Pirata ha conquistato la storia e il popolo del ciclismo come da tempo nessuno riusciva a fare. Perché era uno scalatore che veniva dal mare. Perché è decollato sul Mortirolo e sul Galibier ma è precipitato nella cocaina e nella depressione. Perché inseguiva l'amore ma finiva a puttane. Perché era un uomo solo. Nel ventennale della scomparsa, 66thand2nd propone una nuova edizione corredata da un ultimo capitolo inedito di Pantani era un dio, in cui Marco Pastonesi ha ricostruito la carriera del Pirata raccogliendo le testimonianze di chi lo ha frequentato da vicino: i suoi gregari, i dirigenti sportivi, gli amici delle piadinerie. Una polifonia di voci inattese che restituiscono la Romagna da cui non si è mai separato, le montagne che lo hanno consacrato a mito, gli scalatori del passato di cui è stato erede, e le debolezze dell'uomo: il doping, qui raccontato da una prospettiva che scardina i luoghi comuni sul fenomeno, e la droga. «Se Pantani era un solista, e un solitario,» scrive l'autore nell'introduzione «questo libro è il coro delle tragedie greche, è la banda che accompagna un feretro nei funerali di New Orleans, è cento cantastorie che raccontano le gesta di un guerriero, di un bandito, di un pirata, ed è anche una cartina geografica. Qui non c'è giudizio, non c'è sentenza, non c'è verdetto, non c'è ordine di arrivo né classifica generale. Ognuno ha la sua versione».
Pantani era un dio Pastonesi Marco - 66Th And 2Nd, 2014 - Vite Inattese
In quasi dieci anni di professionismo Marco Pantani ha vinto poco più di una trentina di corse, un bottino modesto se paragonato a quelli di Coppi o Merckx, Moser o Cipollini. Eppure il Pirata ha conquistato la storia e il popolo del ciclismo come da tempo nessuno riusciva a fare. Perché era uno scalatore che veniva dal mare. Perché è decollato sul Mortirolo e sul Galibier ma è precipitato nella cocaina e nella depressione. Perché inseguiva l'amore ma finiva a puttane. Perché era un uomo solo. Nel decennale della scomparsa, Marco Pastonesi ricostruisce la carriera di Pantani raccogliendo le testimonianze inedite di chi lo ha frequentato da vicino: i suoi gregari, i dirigenti sportivi, gli amici delle piadinerie. Una polifonia di voci inattese che restituiscono la Romagna da cui non si è mai separato, le montagne che lo hanno consacrato a mito, gli scalatori del passato di cui è stato erede, e le debolezze dell'uomo: il doping, qui raccontato da una prospettiva che scardina i luoghi comuni sul fenomeno, e la droga. "Se Pantani era un solista, e un solitario," scrive l'autore nell'introduzione "questo libro è il coro delle tragedie greche, è la banda che accompagna un feretro nei funerali di New Orleans, è cento cantastorie che raccontano le gesta di un guerriero, di un bandito, di un pirata, ed è anche una cartina geografica. Qui non c'è giudizio, non c'è sentenza, non c'è verdetto, non c'è ordine di arrivo né classifica generale. Ognuno ha la sua versione".
Pantani era un dio Pastonesi Marco - Beat, 2026 - Beat. Bestseller
Marco Pantani non appartiene soltanto al ciclismo: appartiene a quella stirpe di uomini che trasformano la fatica in leggenda e la salita in destino. Quelli che hanno il dono della leggerezza, il dovere dell'agilità, il potere della volatilità, il gusto dei tornanti. Pastonesi non ricostruisce soltanto la vita del Pirata: la insegue come si inseguono certe ombre al tramonto, sapendo che non si lasceranno mai afferrare del tutto. Marco Pantani emerge così dal coro di gregari, amici, rivali, meccanici, allenatori e compaesani che lo hanno conosciuto prima del mito e dopo la caduta, in questo struggente romanzo a più voci dove la Romagna diventa un regno di vento e polvere, il Carpegna una montagna sacra, il ciclismo una forma antica di cavalleria. Pantani pedala dentro paesaggi omerici, un campione capace di dividere e insieme di incantare tutti: fragile e feroce, timido e ribelle, adorato come un eroe popolare e consumato dalla stessa febbre che lo spingeva a volare in salita. Non c'è assoluzione né condanna in queste pagine. C'è piuttosto il respiro di una tragedia moderna, il canto malinconico di un'Italia che nelle imprese del Pirata vedeva ancora la possibilità dell'impossibile. Con una lingua piena di ritmo, l'autore attraversa il ciclismo del Novecento come una terra epica abitata da scalatori, visionari e magnifici sconfitti. E al centro resta lui, Pantani, l'uomo che quando scattò sul Galibier, in mezzo a una giornata di tregenda, brillava come un faro. L'uomo che sulle montagne sembrava invincibile, finché non è volato troppo vicino al sole.