Libri di Petrucci
Bibliografia di Petrucci: tutti i libri in vendita online con argomento Coppi Fausto
Coppi 1945, una primavera a Roma. Fausto, Nulli e la Società Sportiva Lazio Petrucci Giampiero Bellisario Fabio - Edizioni Eraclea, 2019
Per la prima volta indagato a fondo il periodo meno conosciuto della leggendaria vicenda agonistica e umana di Fausto Coppi: la primavera romana di quello che sarebbe di lì a pochi anni divenuto il Campionissimo. Nel 1945 Coppi, già vincitore del Giro d'Italia nel 1940 e recordman dell'Ora dal 1942, si trovava a Caserta, in un campo di prigionia degli inglesi, dai quali era stato catturato in Africa. L'industriale capitolino Edmondo Nulli, accompagnato da Pietro Chiappini (ex compagno di Coppi nella Legnano), gli offrì un ingaggio per correre nella sua piccola squadra. Coppi accettò all'istante e indossò la maglia arancione della Nulli dopo aver firmato il regolare cartellino FCI con la Società Sportiva Lazio. A Roma Fausto trascorse l'intera primavera, gareggiando e vincendo, ponendo le basi della sua fenomenale rinascita. Il libro si avvale di documenti e di un apparato iconografico in gran parte inediti con i quali è stato possibile ricostruire quel periodo difficile ma denso di speranze. Quei giorni meritano di essere rivissuti nel dettaglio perché nella Primavera del 1945 l'Airone volò anche sulle rive del Tevere.
Coppi per sempre. Ediz. illustrata Bulbarelli Auro Petrucci Giampiero - Gribaudo, 2018 - Passioni
«Era nato da una terra matrigna, sulla quale i suoi avi si erano induriti soffrendo. La gente di Castellania ha i suoi stessi muscoli di cuoio, le sue ossa sbilenche. E conserva sul volto il ricordo della fame divenuto volontà disperata, anzi disumana.» (Gianni Mura). Prefazione di Eddy Merckx.
Coppi per sempre Bulbarelli Auro Petrucci Giampiero - Gribaudo, 2020 - Passioni
Tutto comincia a Castellania. Si intitola così il primo dei trentacinque capitoli di quest'opera su Fausto Coppi, un'opera che si apre significativamente con le sue parole: «Soprattutto i quattrini erano pochi e una bicicletta anche usata era un lusso proibito. Mio padre e mia madre ci avevano cresciuti alla scuola di santa fatica e i calli alle mani spuntarono prestissimo e furono benedetti». E poi, in successione cronologica, le tappe che hanno portato Coppi a essere il Campionissimo. Dal mentore Giuseppe "Biagio" Cavanna al capitolo finale, contenuto nel secondo volume, che racconta della sua eredità: la casa natale, divenuta un museo, le targhe commemorative, la statua eretta nel 2015. Coppi che, grazie al ruolo fondamentale della memoria, non smetterà mai più di andare in fuga. Il risultato è una narrazione che si fa per immagini, ma anche attraverso ricordi, memorabilia, citazioni, interviste.