Libri di Marcello Ravveduto
Bibliografia di Marcello Ravveduto: tutti i libri in vendita online con argomento Italia
Napoli... Serenata calibro 9. Storia e immagini della camorra tra cinema, sceneggiata e neomelodici Ravveduto Marcello - Liguori, 2007 - Storia Contemporanea
Il libro ricostruisce luoghi comuni, dichiarazioni ed eventi passati e recenti, dell'ambiguo mondo neomelodico. Una galleria di storie ed immagini che mostrano un fenomeno meridionale di divismo locale: la globalizzazione nella marginalità. Il mercato neomelodico tra cerimonie, feste di piazza, trasmissioni televisive, produzioni discografiche e relative contraffazioni, produce un giro d'affari milionario che richiama l'interesse dei clan. In alcuni casi i boss riescono addirittura a "plagiare" qualche cantante trasformandolo in "cantore epico" della camorra. Basta leggere i titoli di alcune canzoni: '"Nu latitante", "'O Killer", "II mio amico camorrista", "Il pentito". Dalla sceneggiata alle canzoni neomelodiche si dipana un filo rosso che unisce, separando, le biografie artistiche di tanti interpreti, neomelodici e non, della canzone napoletana tra cui spiccano Mario Merola, Nino D'Angelo, Gigi D'Alessio e Pino Daniele.
La nazione del miracolo. L'Italia e gli italiani tra storia, memoria e immaginario (1963-1964) Ravveduto Marcello - Castelvecchi, 2018 - Le Navi
Il miracolo economico ha cambiato il destino di migliaia di italiani: famiglie con storie di sofferenza e marginalità hanno avuto per la prima volta accesso al benessere. Un passaggio epocale che viene ricostruito in un dialogo costante tra storia, memoria e immaginario collettivo. L'autore intreccia la vicenda di una famiglia meridionale a quella di un'intera nazione stravolta e affascinata dalla "secolarizzazione dei consumi". L'ascesa sociale del capofamiglia è l'emblema di un Paese in cui la retorica della povertà ha ceduto il passo al pragmatismo della ricchezza. Nel sogno americano all'italiana si coglie con nettezza una distanza tra le prospettive dei partiti e i desideri dei cittadini: i primi si scontrano sulle riforme strutturali e sulle manovre congiunturali, i secondi sono attratti dal benessere come conquista materiale e riconoscimento civile. Un'aspirazione che diventa visibilmente concreta analizzando le fonti audiovisive di quegli anni. Immagini, parole, canzoni e personaggi definiscono il magmatico divenire del boom economico: l'urbanesimo della speculazione edilizia e delle periferie dormitorio; i profili delle auto che mutano il paesaggio urbano; le ciminiere che lambiscono il cielo; la famiglia che modifica usi e costumi; i giovani e le donne che vogliono essere protagonisti della modernità; i braccianti che sciamano verso le città; gli operai che agognano il possesso della casa, dell'utilitaria, della televisione e degli elettrodomestici, senza dover rinunciare alla villeggiatura estiva. Il miracolo raccontato dai media è la storia di un'unificazione materiale, di una "comunità immaginata" in cui ognuno può identificarsi in una nazione moderna in cui sono saltate tutte le vecchie gerarchie di potere dell'Italia rurale. L'unica riforma strutturale possibile è accettare la nuova realtà.
Il riformismo mancato. Società, consumi e politica nell'Italia del miracolo Amato Massimiliano Ravveduto Marcello - Castelvecchi, 2014 - Rx
Il primo governo organico di Centrosinistra (4 dicembre 1963), con l'ingresso del Psi nella "stanza dei bottoni", è l'emblema delle occasioni mancate dalla classe dirigente italiana. L'annunciata stagione di riforme strutturali si trasforma immediatamente in una lotta senza quartiere tra forze avversarie: da un lato gli alfieri dello spontaneismo, dall'altro i paladini della programmazione. Gli autori hanno cercato di scorgere il volto dell'Italia del miracolo celato dietro il racconto del conflitto politico: l'urbanesimo della speculazione edilizia e delle periferie dormitorio; le auto che mutano il paesaggio urbano; le ciminiere che anneriscono il cielo; la famiglia che modifica usi e costumi; i giovani e le donne che pretendono di essere i protagonisti della modernità; i braccianti che sciamano verso le città; gli operai che agognano il possesso della casa, dell'utilitaria, della televisione e degli elettrodomestici, senza dover rinunciare alla villeggiatura estiva. Si coglie con nettezza una distanza tra i desideri degli italiani e le prospettive dei partiti. Mentre i politici discutono, interpretando il miracolo come una crisi di crescita, i cittadini sono attratti da un'unica grande meta: il ceto medio come conquista sociale. Un'aspirazione che, tra luci ed ombre, unifica la formazione dell'immaginario collettivo (cinema, televisione, filmini in "super 8", musica, letteratura) con il susseguirsi di luoghi comuni e stereotipi...