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Il penultimo dono. La «terza via? di Sándor Márai Pintore Maurizio - Robin Edizioni, 2024 - Biblioteca Del Vascello
Sándor Márai trascorre il periodo finale della sua vita da "esule volontario" in America, a San Diego. L'autore di capolavori letterari unici, come "Le braci", "La donna giusta", "Confessioni di un borghese", "Il sangue di S. Gennaro", dal carattere schivo, riservato, vive nel più profondo anonimato, in condizioni fisiche sempre più precarie per l'età, quasi cieco, aggrappato alla letteratura, letta e scritta, ancora di sopravvivenza. La perdita dei suoi affetti, in primis Lola, compagna di vita e molto più, ferite insanabili. Il destino gli ha negato "L'ultimo dono", morire con lei. La triste sopravvivenza, fatta di serate pensose sulla spiaggia del Pacifico, subisce un giro di boa, rotta alternativa al naufragio esistenziale. Incontri, legami empatici con personaggi inattesi. Il ritorno della presenza dell'Italia, Salerno, tappa del suo esilio, dal 1968 al 1980, dove con Lola è stato felice. Si ricompongono i pezzi di un puzzle, in un'atmosfera da "thriller emotivo" sospesa fra Salerno e San Diego. Scoperte inedite produrranno una "implosione emotiva" nella vita dello scrittore magiaro, con il coinvolgimento silenzioso di comparse, protagonisti aggiunti, sulla scena teatrale che dal Pacifico naviga verso il Tirreno, Salerno, a tutti gli effetti, rovescio della medaglia del romanzo. Sándor Márai aveva celebrato nel suo capolavoro "Il sangue di S. Gennaro" il concetto di "Terza via". Il romanzo, nello stile della "ucronia", prevede questa possibilità, regalando ai protagonisti una alternativa di vita ed al lettore un finale imprevisto.
Budapest. I Luoghi di Sándor Márai Reszler André - Unicopli, 2008 - Le Città Letterarie
Con questo libro dedicato alla Budapest di Sándor Márai lo storico ungherese André Reszler, da molti decenni residente in Svizzera, traccia un profilo della capitale magiara nel quale, nella individuazione dei luoghi cari al grande scrittore, si sovrappone lo sguardo di chi, leggendone le pagine anche autobiografiche, sa ricostruire, pure attraverso le vicende della città, le tendenze politiche e culturali di tutta un'epoca. Un'epoca nella quale alcuni territori della Mitteleuropa, come l'Ungheria, sono passati dalla dominazione turca a quella asburgica e poi dalla dittatura dell'ammiraglio Horthy a quella comunista, controllata dal potere sovietico. Città pittoresca e sontuosa, Budapest è stata l'"altra" capitale dell'Impero austro-ungarico, collocata tra Oriente e Occidente, e, rispetto a Vienna, diversamente partecipe del clima della finis Austriae per la presenza e l'opera di grandi pensatori, storici dell'arte, quali György Lukács, Karl Mannheim, Arnold Hauser, Frederich Antal, Charles de Tolnay.