Libri di Mauro Ronzani
Bibliografia di Mauro Ronzani: tutti i libri in vendita online con argomento Pisa
La torre pendente. Storia e interpretazione del campanile del Duomo di Pisa Ronzani Mauro Ascani Valerio - Edizioni Ets, 2011 - Mirabilia Pisana
"La Torre di Pisa è un bel simbolo dell'impossibilità degli esseri umani di prevedere le implicazioni sociali delle loro opere. L'artista, naturalmente, non previde che la debolezza delle fondamenta avrebbe prodotto l'inclinazione della Torre e che questo avrebbe attirato l'attenzione di tutta l'umanità. Ciò non è forse vero anche per le creazioni più astratte dell'uomo nel senso che le loro effettive conseguenze sociali corrispondono solo in minima parte alle intenzioni del creatore?"
Chiesa e «Civitas» di Pisa nella seconda metà del secolo XI. Dall'avvento del vescovo Guido all'elevazione di Daiberto a metropolita di Corsica (1060-1092) Ronzani Mauro - Edizioni Ets, 1997 - Piccola Biblioteca Gisem
Chiesa e «Civitas» di Pisa nella seconda metà del secolo XI. Dall'avvento del vescovo Guido all'elevazione di Daiberto a metropolita di Corsica (1060-1092) - Edizioni ETS
Un'idea trecentesca di cimitero. La costruzione e l'uso del Camposanto nella Pisa del secolo XIV Ronzani Mauro - Plus, 2005 - Studi Pisani
Questo libro, scritto da uno storico della politica e della vita religiosa dell'età comunale, si pone per la prima volta alcune domande essenziali per la comprensione di un monumento tanto famoso quanto singolare: 'perché il Camposanto di Pisa fu costruito'?; 'a cosa serviva' in origine (prima cioé di diventare 'famedio' cittadino e infine museo)? Le risposte formulate dall'autore sono, in larga misura, nuove e quasi provocatorie. Infatti, a differenza di quel che comunemente si ritiene, il Camposanto, nella forma in cui lo vediamo, non fu iniziato nel 1277 su progetto di Giovanni di Simone: in tale anno si decise semplicemente di concentrare in quel riquadro della Piazza le tombe che fino ad allora erano sparse tutt'intorno al Duomo; e per l'occasione, l'arcivescovo Federico Visconti ebbe la felice intuizione di assegnare al nuovo e più appartato cimitero il nome di "campo santo", 'inventando' la leggenda dello spargimento della terra portata da Gerusalemme.