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E campanél l'è grand e bèl... Il campanile di San Benedetto Val di Sambro Simoncini Adriano Taglioli Tancredi - Torre Di Babele, 2020
"I paesi dell'Appennino bolognese si riconoscono da lontano per un elemento inconfondibile: il campanile della chiesa. Nessuno è uguale all'altro: ogni torre campanaria ha caratteristiche e forme sue proprie. Era una sorta di biglietto da visita per chi arrivava da fuori, lo specchio di una comunità. Si comprende allora come la costruzione di un nuovo campanile fosse un'opera ciclopica. Alla costruzione partecipavano tutti, ciascuno secondo le proprie possibilità e competenze. Di solito era il parroco a proporre l'impresa, che quasi mai trovava le riserve dei parrocchiani. Ci si indebitava fino al collo per costruire una nuova torre, più alta della precedente, e per comprare un nuovo concerto di campane dai migliori fonditori. Il loro suono accompagnava quotidianamente la vita della comunità, nei momenti felici e in quelli più luttuosi. Ogni campanile delle nostre valli ha una storia da raccontarci. Noi abbiamo ereditato queste opere d'arte frutto del sudore e delle privazioni dei nostri predecessori ed è importante mantenere nel tempo questo lascito. È questa la strada perché i nostri paesi non perdano la loro identità e i campanili non diventino muti monumenti del tempo che fu."
San Benedetto del Tronto Silegna Ed - Booksprintedizioni, 2025
Questo volume non intende essere un libro di storia né una cronistoria degli avvenimenti che hanno caratterizzato la città di San Benedetto del Tronto, in quanto non sono riportati tutti gli eventi, bensì solo quelli che raccontano come nasce e si modifica nel tempo. Sono presenti piccole considerazioni sul territorio di Porto d'Ascoli, in particolare sulla zona che oggi viene chiamata Sentina (Parco Naturale Regionale); sul fiume Tronto, già noto ad Asculum e ai Romani; sul torrente Albula e su Cupra Marittima, nota base romana, come dimostrano alcuni resti. Tuttavia, San Benedetto del Tronto non era neppure presente sulle cartine del tempo, perché non esisteva né come territorio né come nomenclatura. In poche parole, intendo ribadire che San Benedetto nasce per caso. La storia ci racconta, in effetti, che Benedetto, soldato romano, per non aver abiurato la religione cristiana è stato decapitato e gettato nel fiume Menocchia, sempre a Cupra Marittima, perché lì esisteva una base romana. Le intemperie e le correnti hanno depositato il corpo del soldato romano su una spiaggia e lì è stato raccolto e tumulato. Ed è così che sono nati i primi insediamenti abitativi di San Benedetto.